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Il faticoso cammino delle donne in politica

Piccoli segnali di cambiamento

Passo dopo passo, qualche progresso sulla rappresentanza femminile in Parlamento, si è fatto

di Marina Lilli Venturini - 19 maggio 2008

Dunque ci sono più donne rispetto alla scorsa legislatura, ma sicuramente siamo ancora ben lontani dalla media europea, che vede in testa i paesi scandinavi con la Svezia al 47% al femminile, seguita subito dalla Finlandia (41,5%), Olanda e Danimarca al 38% e 36% alla Camera e 28,3% al Senato (l’Olanda ha una sola Camera).Seguono Austria e Germania (32% circa). Diverso il caso della Francia, la cui rappresentanza è solo del 18% circa alle due Camere, ma è rappresentata da ben sette donne su quindici al Governo. Il recente caso della Spagna poi, il cui Parlamento è formato dal 36,3% di donne alla Camera e dal 28, 3% al Senato, e che ha nel governo ben nove donne su diciasette Ministri, ha fatto scalpore, per via della maggioranza femminile e giovane alla guida del Paese.

Rimaniamo dunque un Paese fortemente maschilista (ci batte la Gran Bretagna con il 19, 5 % circa nelle due Camere), con il 24% di donne parlamentari, contro il 76% di uomini. Tale percentuale viene considerata al di sotto della massa critica necessaria, per poter influenzare sensibilmente la politica. C’è da dire che si è fatto ogni sforzo possibile perché questo non succedesse, dato che in molti schieramenti le donne sono state candidate in fondo alle liste, in modo che venissero eletti i soliti noti. A livello mondiale, poi, l’Italia è pari alla Cina, sotto il Pakistan e l’Etiopia.

La rappresentanza femminile mondiale, dunque, secondo l’Unione Interparlamentare (UIP) raggiunge solo il 17,7 per cento . Per non parlare dell’età dei nostri deputati, che resta in maggioranza tra i cinquanta e i cinquantanove anni. Solo il 13 % infatti ha meno di quarant’ anni. Quando in paesi come l’Olanda o la Finlandia un terzo circa del parlamento è formato da persone sotto i quarant’anni. Largo ai giovani!

Non sempre tuttavia questo “deficit” femminile è visto come un handicap e considerato come una scarsa rappresentanza dell’altro sesso. Su qualche quotidiano questa esasperata rincorsa al deputato o al Ministro donna è vista come la moda del momento, per non sfigurare di fronte alle scelte di altri paesi, fatte forse con meno convinzione dei “cugini” d’oltralpe e della vicina Spagna.
I commentatori più favorevoli, tuttavia, affermano che se le donne occupano posti di prestigio, non solo hanno cervello, ma in molti casi lo meritano. Ci chiediamo allora: gli uomini lo meritano davvero tutti?

*Presidente Commissione Parità Cime

Vicepresidente Associazione Nazionale Donne Elettrici (A.N.D.E.)

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