ultimora
Public Policy

Recessione economica. In Africa come in Occidente

Pericolo povertà

L’inflazione internazionale mette a rischio milioni di famiglie. Quali le vie d’uscita?

di Emanuele Renzoni - 30 aprile 2008

L’aumento vertiginoso del prezzo delle derrate alimentari come il mais, la soia ed il grano sta impoverendo milioni di famiglie negli Stati in via di sviluppo del Sudest asiatico, dell’Africa e di alcuni Stati caraibici. Una parte consistente del raccolto dei cereali è utilizzata per la produzione di biocarburanti che hanno lo scopo d’alimentare gli autoveicoli del futuro. Al Chicago Mercantile Exchange i grandi speculatori stanno provocando un forte aumento delle materie prime alimentari che hanno avuto un rialzo dal 50% al 100% nell’arco dell’ultimo anno e le previsioni affermano che il prezzo dei cereali sarà destinato a salire ancora durante il secondo semestre di quest’anno.

La robusta domanda di petrolio proveniente dalla Cina e dall’India che è necessaria per soddisfare il forte processo di crescita delle loro economie sta portando la quotazione dell’Oro Nero a sfondare periodicamente il suo record storico e recentemente un barile è stato quotato a quasi 120 dollari. L’elevata crescita del settore industriale che si sta registrando nel Subcontinente Indiano, negli Stati dell’Estremo Oriente ed in quelli dell’Est Europa sta provocando una crescita esponenziale del prezzo delle materie prime energetiche che sta innescando una forte spirale inflazionistica a livello internazionale.

I problemi legati all’inflazione stanno diminuendo il potere d’acquisto delle famiglie che percepiscono un reddito medio basso, le quali devono impostare una rigorosa politica di spesa domestica per condurre un tenore di vita decente senza essere schiacciate da un livello d’indebitamento troppo elevato. In molti Paesi dell’Europa Occidentale, la diminuzione del valore degli immobili e del potere d’acquisto di molte famiglie, la bassa crescita economica e l’inflazione galoppante stanno impoverendo tanti abitanti i quali devono amministrare saggiamente i loro introiti per dare un futuro decente ai propri nuclei familiari.

Il rallentamento della crescita internazionale che è attenuato dall’espansione continua delle economie asiatiche deve portare i governi degli Stati dell’Unione Europea che vivono un periodo di stagnazione economica a rilanciare lo sviluppo interno. Una classe politica responsabile prepara ed implementa un valido piano di politica economica basato sulla valorizzazione dei settori agricoli, industriali e dei servizi più competitivi ed innovativi e sulla modernizzazione delle infrastrutture viarie che sono fortemente strategiche per lo sviluppo economico di lungo periodo di una nazione. Aeroporti sicuri, moderni ed accoglienti, una rete ferroviaria basata su treni puntuali e veloci, strade bene asfaltate che possiedono una buona segnaletica orizzontale e verticale e porti ben attrezzati capaci d’ospitare navi da cargo d’elevato tonnellaggio rendono una nazione competitiva nel mercato economico internazionale. E’ importante che governi lungimiranti destinino una buona parte delle loro finanze per la costruzione e l’ammodernamento delle infrastrutture statali per dare una crescita strutturale alle loro economie e garantire un buon tenore di vita alle famiglie che abitano all’interno del loro Stato.

All’interno del Parlamenti europei le anime riformiste devono dialogare tra di loro per trovare le giuste soluzioni per risolvere i problemi sociali ed economici che gravano all’interno di ogni Stato dell’Unione Europea. Il clima litigioso esaspera i conflitti politici tra i partiti moderati all’interno del Parlamento, crea un’ insulsa autoreferenzialità che privilegia gli interessi di parte tralasciando la risoluzione dei problemi collettivi a livello statale.

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario