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Il prossimo referendum sulla Costituzione europea

Perché i francesi hanno paura

Umiliati per il peso calante del loro Paese, ostili ai princìpi economici anglosassoni…

di Livio Magnani - 13 maggio 2005

Perché la Francia si sta lentamente allontanando dall’Europa, dalle sue regole e dai suoi obiettivi? Perché molti voteranno “no” alla Costituzione europea? Gli agricoltori francesi – temuti da tutti i governi – pensano che un’Europa bloccata al livello del Trattato di Nizza potrà meglio evitare la liberalizzazione del mercato agricolo europeo, superprotetto a beneficio proprio dei francesi.< I sindacati ritengono anch’essi che, con il pretesto della competitività, innumerevoli norme garantiste, soprattutto del lavoro pubblico, del sistema pensionistico e della disoccupazione potrebbero essere soppresse. Sono per il “no”, circa metà dei socialisti capeggiati dall’ambizioso Fabius, tutti i “no global” e gli ambientalisti di sinistra, in strana simbiosi con le destre nazionaliste di Le Pen. Numerosissimi sono, infine, i francesi addolorati per il declino del loro prestigio nei campi della politica estera, della cultura, della scienza e soprattutto della lingua: rimpiangono la loro “Grandeur” e vedendo una Francia che rischia di annegare in un Europa vieppiù allargata, vorrebbero affondare il progetto di Costituzione pur dovuto in gran parte alla loro “primadonna“ Giscard d’Estaing.

Favorendo le ambizioni francesi quando il marco era trainante e la Germania era in grado di svolgere il ruolo di locomotiva economica, i tedeschi ne hanno profittato per sdoganarsi politicamente. L’unificazione tedesca è stato il grande frutto. Ma il rallentamento attuale dello sviluppo economico – anche per il costo crescente dei cinque laender unificati – induce la Germania al “Drang nach Osten”, ossia a investire soprattutto nei nuovi paesi membri dell’Ue. Dalla Francia strappa l’appoggio a entrare nel Consiglio di Sicurezza senza nulla in cambio, se non lo show continuo di Chirac e Schroeder. Ma i paesi più piccoli sono poco inclini ad accettare la direzione franco-tedesca e la Francia rinfocola il suo astio, prendendo lentamente coscienza che sta perdendo il controllo dell’Europa.

Umiliata per questa perdita d’influenza, per l’alto livello di disoccupazione e per il decrescente appeal delle sue Università in un mondo sempre meno francofono, la Francia ha paura. Paura dell’avvenire per le riforme che saranno necessarie in ossequio dei principi economici anglosassoni che paiono dominare l’Europa. I francesi rifiutano la pianificazione centralizzata, ma anche il mercato libero. Credono in uno Stato che abbia un ruolo chiave nell’influenzare i mercati per la difesa di valori superiori all’ottusa ricerca del benessere materiale. Così, i fautori del “no” francese agitano il poco comprensibile progetto di Costituzione europea come uno spauracchio. I francesi che non lo vogliono, in realtà sperano di frenare o distruggere l’Europa. Ma la paura è una cattiva consigliera.

Pubblicato da Le Point International del 12 maggio.

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