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Verso un progetto politico di ampio respiro

"Partito della Nazione"

Solo un nuovo soggetto guidato dal dialogo fra laici e cattolici in Parlamento, può portare l'Italia fuori dalla crisi

di Luca Bagatin - 24 maggio 2010

Casini e Cesa stanno per fondare il "Partito della Nazione", un progetto caldeggiato anche e da un annetto circa, dall"editorialista Enrico Cisnetto, presidente di Società Aperta. Un progetto che vada dunque ben oltre l"Udc e che guardi anche e soprattutto al mondo laico-liberaldemocratico e magari anche all"attuale Presidente della Camera Gianfranco Fini. Un progetto, insomma, di ampio respiro, utile a riscrivere le "regole del gioco" mediante la costituzione di un Assemblea Costituente ed a riformare veramente questo nostro Paese che, dal 1992-93, sembra aver completamente perso il senso dello Stato, finendo per inseguire metodi sloganistici, para-populisti e di mera facciata.

Occorre dunque buon senso: buon senso delle Istituzioni, in primo luogo, che siano vera espressione della Costituzione repubblicana. Senza bipolarismi imposti per mezzo di leggi elettorali pasticciate, che non danno nemmeno più la possibilità agli elettori di scegliere, con il sistema delle preferenze, il proprio candidato. Occorrono dunque, ancora, riforme concrete. Che rilancino il rigore nei conti pubblici per mezzo di drastici tagli: a partire dall"abolizione delle Province, delle comunità montane, dei consorzi. Dalla razionalizzazione del personale amministrativo e da una radicale riforma delle pensioni - in linea con il resto d"Europa - come proposto da lungo tempo dall"On. Giuliano Cazzola.

Occorre mettere mano alla giustizia, non per garantirsi l"impunità, bensì per separare - una volta per tutte - le carriere dei magistrati e spoliticizzare il Consiglio Superiore della Magistratura. E stabilire la responsabilità civile dei giudici: chi sbaglia paga, ma di tasca propria, senza pesare sulla ignara collettività. Oggi, il Presidente del Consiglio, temendo un"avanzata delle forze centriste, cerca un dialogo con Casini affermando che l"Udc è una costola del centrodestra. Berlusconi finge però di dimenticare che, ormai, il centrodestra è prigioniero della Lega Nord e della sua secessione mascherata da federalismo. E finge anche di non vedere che la sua politica estera filo-putiniana e filo-libica lo sta portando ad inimicarsi del tutto gli Stati Uniti d"America ed a compromettere il ruolo strategico dell"Italia nello scacchiere internazionale.

In questo senso, forse, solo un Partito della Nazione guidato dal buonsenso e dal dialogo fra laici e cattolici in Parlamento, può portare l"Italia fuori dai marosi di una crisi che la attanaglia da oltre un quindicennio.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario