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Repubblica incostistituzionale

Panta rei...

Mentre la nostra classe dirigente resta a guardare, altrove ridono di noi

di Luca Bagatin - 26 ottobre 2011

Stiamo da lungo tempo assistendo al totale tracollo del nostro Paese, senza che la classe politica italica, peraltro, se ne stia rendendo conto. Si vivacchia, come sempre, con manovre che pesano sul cittadino, sul consumatore, sul povero diavolo di turno che, poiché giustamente rispetta le leggi in vigore, non può fare altro che pagare e subire.

Il governo in carica è cito a fare la medesima figura barbina del suo omologo precedente di matrice cattocomunista: più tasse, più burocrazia, più Stato, meno individuo, meno mercato, meno diritti. L"opposizione, capitanata dal caravanserraglio dei post-comunisti e dei post democristiani, alleati al populismo dipietrista, non è, peraltro, in grado di assicurare alcuna stabilità e futuro al nostro Paese, nemmeno qualora riuscisse a vincere le elezioni. Cosa che, probabilmente, comunque, difficilmente accadrà. Il cosiddetto Terzo Polo potrebbe anche essere un"alternativa possibile, ma che cosa rappresenta? Quale linea politica hanno elaborato Casini, Fini e Rutelli? Non si sa.

L"Italia è ormai il Paese degli Scilipoti che, uscito dall"Italia dei Valori (come il suo precedente omologo Sergio de Gregorio), si inventa un movimento, ci appioppa un simbolo della tradizione orientale che con l"Italia c"entra come la cioccolata sulla pastasciutta, e se ne va a reggere il moccolo del governo.

Governo che, obbligato dall"Europa, ad innalzare l"età pensionabile (riforma liberale giustissima, ma che avremmo dovuto attuare almeno cinque o sei anni fa), si trova di fronte il veto della Lega Nord, novello Partito Comunista d"Italia. Abbiamo un sistema elettorale incostituzionale dal "93 ad oggi, visto che la Costituzione prevede un sistema elettorale proporzionale puro, con governi che si formano in Parlamento. Siamo l"unico Paese al mondo che ha visto spazzare via un"intera classe politica democratica, per sostituirla con una peggiore ed antidemocratica.

Abbiamo una Repubblica che dovrebbe essere riformata dalle fondamenta, diventare presidenziale, senza condizionamenti partitocratici e con minori costi per il Parlamento e per la politica. Un Parlamento che dovrebbe occuparsi unicamente di fare le leggi, possibilmente il più laiche e liberali possibili ed invece così non è. La Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Sarkozy, intanto, ridono di noi. Possiamo mai biasimarli?

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario