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L'aut aut della prossima legislatura

O larghe intese o autodistruzione

Le relazioni tra le parti in causa saranno fondanti in Parlamento

di Antonio Gesualdi - 06 febbraio 2008

Siamo passati dai record dei governi più brevi, al record della legislatura più breve della Repubblica. Questo è il risultato del falso bipolarismo e dell"inettitudine della "giovane" classe politica nazionale dove i partiti sono gestiti da cinquantenni. E" andata come doveva andare. Un pareggio elettorale non può permettere che un governo resti in carica per un"intera legislatura; non sta nelle buone pratiche della politica. La nascita del Partito democratico e quindi la messa in campo delle truppe brambilliane da parte di Berlusconi hanno ridefinito i confini delle reali forze politiche in campo. Non sembra, ma è così. A destra i "giovani" come Fini e Casini hanno dimostrato di avere le idee molto, molto confuse. Le fuoriuscite di Storace, Santanché, Tabacci, Baccini e Giovanardi ne sono la dimostrazione evidente. Senza Berlusconi sia Fini che Casini non avrebbero più un partito. Molto più lucido l"indomabile Umberto Bossi che, in tutto questo periodo di pasticci politici e della cosiddetta "società civile", è stato capace di badare al sodo. Di Mastella, su Terza, abbiamo già detto molto a suo tempo e in tempi non sospetti. Peccato che Mastella abbia atteso la mannaia del boia prima di decidersi. Se l"avesse fatto a tempo debito ora non sarebbe costretto a cambiare il nome al suo partito o pensare di "ritirarsi" al posto di Bassolino.

Se è vero che il Pd di Veltroni andrà diviso dalla sinistra Arcobaleno di Bertinotti allora avremo un possibile primo stadio di normalizzazione del Paese. Vi saranno tre grandi aree politiche che si contenderanno il consenso: il centro-destra, il centro-sinistra e la sinistra. Questa è la fine, politica, del duopolio Prodi-Berlusconi. Una delle tre aree finirà per fare l"ago della bilancia su questioni importanti e una delle tre sarà libera di allearsi con una delle due per cominciare a discutere, nelle sedi opportune e seriamente, di riforme istituzionali ed elettorali. Contemporaneamente sia Forza Italia che il Pd dovranno dimostrare di essere in grado anche di sopravvivere senza l"apporto di partiti e partitini di sostegno.

Quindi logica politica vuole che le larghe intese siano il presupposto di esistenza della prossima legislatura che, altrimenti, finirà per autodistruggersi come quella appena chiusa (che è stata la più breve della nostra Repubblica). Lo scontro al quale assisteremo, tra sinistra e centro-sinistra, sarà fondamentale per la creazione di nuove identità politiche. Le relazioni che si stabiliranno tra sinistra, centro-sinistra, e centro-destra saranno altrettanto fondanti. Da questi rapporti di forza potranno nascere possibilità di esclusioni ed inclusioni tali da permettere di avviare un processo di riforma che, politicamente, solo su precise definizioni di consenso e dissenso possono essere messe in atto. I discorsi buonisti del "tutti insieme" non portano da nessuna parte e non permettono di uscire dallo stallo. La grande coalizione in Germania è stata possibile perché vi sono dei partiti che sono esclusi dal gioco. Così come in Belgio e in Olanda. Dunque una campagna elettorale, come quella che si appresta, a tre è sempre meglio di una campagna elettorale da finto bipartitismo. Nè avrebbe senso, ora, un quarto soggetto come alcuni pensano e vorrebbero collocare in un ipotetico centro che ha già la propria sovrabbondante rappresentanza. Insomma il Veltrusconismo non è finito ma è appena cominciato, e la sinistra Arcobaleno non è un semplice accessorio. Il resto attiene a ciò che piacerebbe, ma non è.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario