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Il Cav. e il processo di Milano

Nulla di nuovo sotto il sole

Suspance? Solo la solita retorica

di Giacomo Properzj - 16 febbraio 2011

Come molti avevano previsto il Presidente del Consiglio è stato rinviato a giudizio per direttissima dal gip di Milano. Le reazioni politiche sono state anch"esse prevedibili: dimissioni hanno detto i partiti dell"opposizione, resistere quelli della maggioranza.

L"unica suspence l"ha riservata la Lega Nord perché il giorno prima il segretario del PD Bersani aveva rilasciato una lunga intervista alla Padania che apriva sostanzialmente i giochi con la Lega: tu mi dai la testa di Berlusconi ed io ti do il federalismo. La cosa per ora non ha funzionato perché verso sera Bossi e Calderoli sono andati a Palazzo Grazioli per manifestare la loro solidarietà al premier contro i provvedimenti della magistratura.

La mia impressione è che Bossi non abbia in realtà nessuna reale fretta di approvare il federalismo perché si rende conto che anche i suoi ottusi elettori capiranno ben presto che si tratta di un raddoppio d"imposte (si paga prima a Roma, che non diminuisce le tasse, e poi ai Comuni alle Province e alle Regioni che, prevalentemente, dilapidano). Il federalismo ha ormai assunto per la Lega, come quasi tutte le cose che fa il Governo, un significato propagandistico che vale di più se viene presentato per il futuro piuttosto che realizzato. Quanto a Bersani, non si capisce ancora se la sua operazione nei confronti della Lega valga, come si dice, a sparigliare le carte ovvero sia una ingenua trovata.

Il processo di Milano ci vedrà assistere a un duello procedurale che non finirà presto perché anche l"eccezione, forse valida, del rinvio al Tribunale dei Ministri non è un rinvio a Roma, come alcuni hanno addirittura scritto, bensì ai membri del tribunale dei ministri predesignati a Milano. Quindi nulla toglierà ai milanesi lo spettacolo del processo a Berlusconi e il PM resterà la signora Boccassini salvo un piccolo particolare, che ci vorrà l"autorizzazione del Parlamento, e qui vedremo le solite scene e il solito mercato.

Non c"è nulla quindi né di nuovo né di divertente sotto il sole di questa primavera incipiente e mortificante per il nostro paese solo se si leggano le prime pagine dei quotidiani internazionali di oggi, ma, se Tommaso Greco, che giustamente censura i miei eccessi, me lo permette, per rallegrare l"atmosfera in allegato vi trasmetto una barzelletta che mi è stata recapitata proprio questa mattina.

Luca Cordero di Montezemolo viaggia sull"autostrada con la sua nuova Ferrari rossa oltre ogni limite di velocità. Improvvisamente dallo specchietto retrovisore vede arrivare da lontano Silvio Berlusconi sopra una biga, stile Ben Hur. Berlusconi supera Montezemolo e lo sperona, devastandogli la fiancata della Ferrari. I due si fermano e l"ex Presidente di Confindustria scende dalla macchina arrabbiato come una iena e tuona: insomma, possibile che tu non permetti a nessun altro di correre in santa pace? Berlusconi, sorridendo dice: e dai, non ti arrabbiare così, sai che ho la lampada di Aladino e grazie a lei risolveremo tutto. Il Premier estrae dalla tasca il mitico coccio e aggiunge: strofinala e chiedi quello che vuoi. Mi raccomando, grida perché il genio è vecchio ed anche un po" sordo. Montezemolo manipola la lampada; il genio esce. Luca urla con la sua vocetta: Voglio un miliardo, un miliardo di euro per rimettere a nuovo la mia Ferrari. Un tuono scoppia e si aprono in alto le porte dei cieli. Dalle nubi scende precipitando un oggetto: un biliardo, che si schianta sulla Ferrari distruggendola definitivamente. Montezemolo sconvolto rimprovera il genio: Vecchio rincitrullito, ho chiesto un miliardo, non un Biliardo! Il Cavaliere gli posa bonariamente la mano sulla spalla e sorridendo dice: Te l"ho detto che è un po" sordo, secondo te io gli ho chiesto una biga?

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario