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Crocetta eletto e la Sicilia da governare

Nemmeno la Madonna

Ricordatevela, questa storia, alla vigilia della vittoria bersaniana alle primarie ballottate. La linea della salma avanza.

di Davide Giacalone - 27 novembre 2012

Neanche la Madonna riuscirà a fare questo miracolo. Il blasfemo non sono io, ma chi ha invocato l’“amatissima Madre”, riponendo nelle sue mani la speranza che il nuovo governo regionale siciliano possa funzionare. E’ stato Rosario Crocetta. Una scena che ricorda l’Antonio Bassolino con le labbra a succhiotto, intento a baciare la teca di San Gennaro. Già, perché le devozioni e il baciapantofolismo della destra si possono deridere, anche con il contorno di battutacce sull’incoerenza fra il supposto credo e la condotta personale, mentre quando la divinità è bestemmiata a sinistra (non pronunciarlo invano, se non ricordo male), allora no, si deve avere rispetto. E si deve fare attenzione, dovessero offendersi tutti. S’offendano pure, tanto quel governo in Crocetta sarà solo l’avamposto della linea della palma (Leonardo Sciascia), ovvero del cattivo costume siculo che avanza.

Siccome il nuovo governatore non ha la maggioranza all’Assemblea regionale, ha preso l’abitudine di andare per piazze e gridare: la maggioranza siete voi, che mi hanno votato. Ciò conferma che deve avere avuto delle visioni, perché ha votato, in Sicilia, meno della metà degli aventi diritto, sicché lui è stato eletto quale rappresentante della più consistente minoranza. La maggioranza non ce l’ha da nessuna parte, né dentro né fuori da Palazzo dei Normanni. E lui lo sa, tanto è vero che ha predisposto un governo fatto apposta per piacere e cadere.

All’origine di tutto ci sono due nomi: Lucia Borsellino e Franco Battiato. Il primo per evocare un siciliano onorato. Poco importa che lo abbiano ammazzato dopo che era stato sconfitto dalla stessa parte politica in cui militava e milita Crocetta. La Sicilia ha memoria personale granitica, ma memoria storica farinosa. Il secondo nome serviva per dimostrare a Beppe Grillo che se si gioca alla demagogia e al sensazionalismo lui non è l’unico in grado di dare le carte. Chi non conosce l’arte di Battiato? Forse è meno conosciuta la capacità amministrativa di chi voleva andare a cantare per Saddam Hussein. Oramai i governi e le giunte sono posti dove si va a imparare come funziona l’amministrazione, non a farla funzionare dopo avere imparato come. Terzo arrivò Antonino Zichichi, così confermando la negazione dell’evoluzionismo e che essere amici della destra non è un buon motivo per non andare al governo con la sinistra. Ai loro nomi si aggiungono gli altri, essendo naturalmente numerose le donne e presenti i giovani. Porcaccia miseria non si riuscì a infilarci anche un extracomunitario, del resto assai più interessato di altri a come funziona la regione, ma non si disperi. Magari un rimpasto. Senza attentare alle persone vicine a Totò Cuffaro, però, presenti in giunta e già anello di congiunzione con un pezzo dello schieramento di centro destra (e noi lo avevamo detto e ridetto, ma il Pdl ha un modo gaudente di condursi allo sfacelo).

Prima di mettersi nelle mani della Madonna l’allora candidato Crocetta ce la mise tutta per provocare un qualche attacco relativo ai suoi gusti sessuali. Partì dicendosi omosessuale, poi promise che non avrebbe più praticato, infine ci notificò la sua sensibilità anche al mondo femminile. L’interesse del tutto era ed è meno di zero. Si rassegni: sono cavoli suoi. Il fatto è che dopo le elezioni qualche giornalista s’è ricordato di quale sarebbe il mestiere, ovvero non ricamare sulle minchionerie, ma scavare dov’è scomodo. Così sono uscite le notizie sui rapporti fra Crocetta e gli ambienti mafiosi (di vario tipo e in tempi diversi). Da coriaceo garantista porgo poca attenzione a questa roba, perché parto dal seguente principio: se è vero è affare della magistratura, e se non è vero non vale la pena sprecarcisi. Però, insomma, fa un certo effetto vedere in giunta Nicolò Marino, vale a dire il magistrato che indagò su quei rapporti. Ha detto Marino che farà l’assessore continuando a fare il magistrato. Qualcuno gli ricordi che non solo è impossibile, ma è una bestemmia contro l’ordinamento giuridico di questo Paese. A conoscerlo.

Metteteci anche un assessore indicato da Confindustria, naturalmente addetto alle attività produttive e una studentessa alla scuola (com’è che si chiamava? “camera dei fasci e delle corporazioni”, lo chiedano a Nello Musumeci), e frullate tutto nel trasformismo, che sarà la cifra di quel che durerà questa legislatura regionale. Attenti, però, a non ignorare la vera arma vincente di Crocetta, che non è il genuflettersi alle divinità, ma il ricordare agli umani consiglieri (che qui si chiamano deputati) l’imminenza del loro rientro a casa, se non gli votano la fiducia. O mi fate partire o dipartite. Lasciate perdere quelli di 5 stelle, che stanno facendo un corso accelerato e mettetevi nei panni degli altri: con quel che è costato, già subito a casa? Giammai. Quindi si parte.

Ricordatevela, questa storia, alla vigilia della vittoria bersaniana alle primarie ballottate. La linea della salma avanza.

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