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Il problema dei rifiuti e la camorra

Milioni nella spazzatura

Il più grande problema della sinistra al sud è Antonio Sassolino, maestro di clientele

di Davide Giacalone - 04 luglio 2007

Durante la gestione bassoliniana del commissariato, destinato a risolvere il problema napoletano dei rifiuti, sono stati spesi poco più di 897 milioni di euro, la maggior parte dei quali è finita alla camorra. Lo ha sostenuto Guido Bertolaso, attuale commissario, davanti ad una commissione parlamentare, e lo racconta Marco Demarco nel ricostruire la storia politica recente di quella che dovrebbe essere una città meravigliosa, Napoli. Dopo le recenti elezioni amministrative i capi della sinistra hanno detto e ripetuto di avere dei problemi al nord. Sbagliano, quelli più grossi li hanno al sud, ed il più imponente si chiama Antonio Bassolino. La commissione antimafia, presieduta da Violante, seppe combinare l’iniziativa politica con quella giudiziaria, al punto che dalla prima derivò la seconda e con la seconda si confermò la prima. Circuito esecrabile, ma non privo d’abilità. La relazione della commissione bicamerale sui rifiuti fa paura, e forse per questo non la si utilizza nella battaglia politica. Napoli, però, continua ad affogare nella spazzatura, il governo pone la fiducia su un decreto legge che viola le decisioni della magistratura e riapre una discarica inquinata, inquinante, pericolosa e sotto sequestro, lo stesso Bertolaso, per l’ennesima volta, annuncia che se ne andrà perché non sa proprio cosa fare. Per ripartire, dunque, è necessario che sia fatta luce e qualcuno paghi.

La procura napoletana ha chiesto ed ottenuto il sequestro di 750 milioni di euro (la traduzione in lire è pazzesca) all’Impregilo, quali crediti che si suppone non dovuti dai comuni campani. Dalla relazione parlamentare si evince che il combustibile da rifiuti non è mai stato realizzato e che, al suo posto, le società Impregilo impacchettavano direttamente la spazzatura. Non potendo bruciare questa roba si doveva stoccarla. Dove? Era il commissario a supervisionare il continuo bisogno di nuovi terreni da occupare, e quei terreni, talora nel corso della stessa giornata, erano prima acquistati da società assai dubbie e poi rivenduti (a cura del medesimo notaio) o affittati per metterci le balle di spazzatura confezionata. Così facendo, sotto gli occhi del commissario, la società per lo smaltimento dei rifiuti non smaltiva un bel niente e fiumi di denaro uscivano dalle casse pubbliche per arricchire gli intermediatori dei terreni.

A questo si aggiungano le migliaia di lavoratori assunti per non fare niente, i consorzi misti pubblico privato dove si annidano sprechi e clientelismo, società, come la Imast, con un solo dipendente e 25 consiglieri d’amministrazione, 500 consulenze assegnate per studiare il pattume, per un costo di quasi nove milioni. E si aggiungano i 9 milioni e 270 mila euro spesi per un programma di monitoraggio informatico del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti, che non è mai servito a nulla, mancando financo l’individuazione dei siti e dei mezzi da sorvegliare.

Potrei continuare per pagine, in una galleria degli orrori che meriterebbe una pubblicazione a puntate. Ma la trama del racconto è questa: Napoli è finita nelle mani di un gruppo di potere dai contorni oscuri, che ciuccia ricchezza pubblica ed impoverisce la città, è sottoposta ad uno scempio che non ha precedenti nella storia repubblicana, che fa apparire Achille Lauro come un gigante dell’urbanistica ed un esempio di correttezza. Questo gruppo ha il suo capo in Bassolino, colonna portante dei ds e “saggio” chiamato alla fondazione del nuovo partito democratico, gestore del potere locale e contemporaneamente ministro (governo D’Alema), prosecutore sinistro della peggiore tradizione piagnona e clientelare, maestro nell’addomesticare l’intellettualità vile e nel far convivere il consenso con il dissesto. Ed è proprio la capacità di confermare i successi elettorali, nel mentre in città si spara fra i sacchi puzzolenti, che dovrebbe far pensare quella sinistra che ritiene di avere un problema al nord. E’ al sud che stanno dando il peggio di sé, ed è per ragioni di civiltà che proprio dal sud si deve far ripartire un’idea opposta di sviluppo e libertà, contro la spesa assistenziale, contro le baronie clientelari, contro i monopoli pubblici che soffocano il mercato. Contro quanti hanno regalato al golfo Bassolino e la spazzatura.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato da Libero di mercoledì 4 luglio

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