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Advertising, mobile web, publisher

Microsoft e Google in guerra per Yahoo

Cosa cambia per il mercato della pubblicità on line, in America e in Italia?

di Alessandro D'Amato - 03 febbraio 2008

E’ un segnale di vitalità, dato al mercato, agli analisti e alla concorrenza, quello dell’Opa di Microsoft su Yahoo. Ma è anche un’operazione per prendersi una fetta della torta degli spot on line, e per andare a portare la guerra al maggiore concorrente (Google) proprio in casa sua. Non a caso seguita dalle dichiarazioni di Steve Ballmer, Ceo di Redmond, a proposito di un mercato dell’advertising on line “dominato da un solo giocatore, alle quali il vice direttore generale della Big G, David Drummond, ha risposto attraverso il blog ufficiale di Mountain View ventilando di nuovo l’argomento “monopolio della Rete”, al quale Microsoft starebbe puntando. Ma, a parte le schermaglie dialettiche, se l’Opa riuscirà, si aprirà una competizione senza eguali per accaparrarsi un mercato che in America vale oggi 40 miliardi di dollari e dovrebbe raddoppiare entro il 2010. E che in Italia è cresciuto del 39% nel solo 2007 – con investimenti pari a 680 milioni di euro – e che l’anno prossimo dovrebbe riuscire a sfondare quota un miliardo. E se la sfida oltreoceano è tra due colossi che si vogliono spartire una torta in grande crescita, i benefici si potranno vedere anche nel nostro paese, dove l’internet advertising non ha ancora un giro d’affari di dimensioni pari agli altri partner europei (in Gran Bretagna è il 15% dell’intero fatturato). Gli operatori delle telecomunicazioni avevano puntato molto sulla legge Gentiloni, che aveva ricevuto il loro plauso in quanto si proponeva di spostare le risorse pubblicitarie dalla tv agli altri media, attraverso l’introduzione dei “tetti” tanto contestati invece dalle aziende televisive. Ma, caduto il governo e con Mediaset impegnatissima nella difesa dello status quo, difficilmente un progetto anche simile vedrà mai la luce negli anni a venire. “Meglio così – dice Domenico Ioppolo, docente di Analisi dei mercati all’Università Bicocca di Milano – non credo sia necessario garantire la crescita dell’advertising on line attraverso i decreti legge. Ma di sicuro, se l’operazione Microsoft-Yahoo riuscirà, non potrà che essere positivo per la pubblicità via web: internet sta crescendo già di suo, con due colossi di tali dimensioni, determinatissimi a farsi concorrenza, la situazione non potrà che migliorare”.

Ma strategie di Google sono per ora molto più aggressive di quelle di Microsoft: in Usa partecipa alla gara per l’assegnazione di frequenze per la telefonia mobile, individuando nel web sui telefonini il business futuro. E stringe un accordo con la Publicis, il gruppo che annovera i pionieri dell’advertising come Saatchi&Saatchi e Leo Burnett. Per passare, forse, dal ruolo di intermediatore tra inserzionisti e publisher, a quello di attore. Ad oggi, a Mountain View sembrano avere davvero una marcia in più.

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