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Un nuovo assalto pilotato della magistratura?

Mastella 1 e 2 . la saga infinita

L’uomo di Ceppaloni di nuovo sbattuto in prima pagina

di Elio Di Caprio - 23 ottobre 2009

Ma come si fa ad andare contro Clemente Mastella? Solo i giudici (locali) possono farlo con il rischio che tutto finisca in una bolla di sapone. I politici no. Nessuna campagna di stampa, nessuno ardirà, come per Berlusconi, di fargli dieci imbarazzanti domande su come ha gestito e gestisce il suo potere in quel di Ceppaloni e dintorni. La giustizia ad orologeria si occupa per ora più delle raccomandazioni che di appalti pilotati e di infiltrazioni camorristiche. Come finirà, se finirà, lo sapremo con il solito ritardo visto che non è stato neppure celebrato il processo del Mastella 1, quello dell’anno scorso. Nessuno ha un vero interesse ad andare fino in fondo.

Sono tanti i Mastella d’Italia ma Clemente è un prototipo irraggiungibile, non può essere attaccato a pieno nè da destra e né da sinistra, né dai suoi attuali compagni di partito del PDL e né dai suoi ex compagni di sinistra che ai tempi del governo Prodi lo vollero Ministro della Giustizia. Non è neanche più una saga quella di Clemente Mastella e famiglia ancora una volta sbattuti in prima pagina dalla magistratura di Napoli con l’umiliante misura di confino per la signora Lonardo che non potrà neppure presiedere a Napoli il Consiglio regionale. Sta diventando piuttosto un rituale ricorrente. Era già successo qualcosa di simile ai tempi del governo Prodi di cui l’ex Guardasigilli accelerò la caduta e succede ancora nei tempi del governo del Cavaliere che l’ha fortissimamente voluto e candidato con successo alle ultime elezioni europee. Nella stessa famiglia il Clemente nazionale ha virato ( o è tornato) a destra e la sua Signora è rimasta pervicacemente attaccata alla poltrona di sempre nel centro sinistra alla corte di Bassolino a Napoli.

L’accoppiata Mastella e Signora potrebbe sembrare- almeno così le indagini della Magistratura la fanno apparire- una coppia alla Ceausescu in quel di Ceppaloni più che una coppia alla Clinton dove marito e moglie si scambiano sapientemente i ruoli di potere ma nell’ambito di uno stesso partito, non in partiti diversi se non opposti. Vogliamo un esempio più simbolico ed eclatante nell’Italia di oggi (che per certi versi non cambia mai) di incongruenza, mancanza di stile politico, potere personale strumentalizzato, trionfo delle clientele sempre e comunque?

La magistratura può pure aver sbagliato obiettivo- succede troppo spesso negli ultimi anni- ma resta pur sempre l’immagine di un uomo politico come Mastella che tra Prima e Seconda Repubblica, tra governo Prodi e governo Berlusconi, è sempre riuscito a trovare l’interstizio giusto per emergere o rafforzare il suo potere, prima a livello locale, poi nazionale, ora accantonato- si fa per dire- come deputato europeo in attesa di ricoprire nuovi ruoli se e quando cambierà il quadro politico. Si è accusato il Cavaliere con qualche ragione di preferire la candidatura delle veline alle elezioni europee tanto per dare un segnale di rinnovamento e di ringiovanimento della classe dirigente ma poi i tanti Mastella vanno sempre inclusi, fanno sempre comodo a destra e a sinistra, procurano voti e assicurano clientele.

Chi mai ci fa più caso a un Mastella nel PDL o nel PD, a seconda delle convenienze, quando sono gli onnipotenti segretari o presidenti di partito a decidere discrezionalmente chi candidare pur di vincere, comunque sia, nelle competizioni elettorali? Anzi si direbbe che chi incontra o inciampa in un Mastella può assicurarsi un sicuro avvenire politico come è successo all’ex giudice De Magistris, ora deputato europeo dell’IDV– non si sa con quali specifiche competenze - la cui notorietà mediatica ha molto a che fare con le vicende dell’ex Ministro della Giustizia del governo Prodi.

Ceppaloni come la Nusco di Ciriaco De Mita, anch’egli deputato europeo, sempre in piedi e in prima pagina con il vincente paradigma del “chi non è con me è contro di me”, tutto va contrattato e ricompensato oltre ogni merito, graduatoria e competenza, in nome di un potere locale immarcescibile che in mezzo secolo è diventato più che feudale, inamovibile. E chi ci dice che la magistratura a sua volta non obbedisca alle stesse logiche e alle stesse regole quando si interpone, invia avvisi di garanzia o arresta? Se il costume è questo nessuna riforma della Magistratura riuscirà a cambiare il quadro complessivo a meno che non si proceda ad un commissariamento di intere aree meridionali.

I giornali stranieri dovrebbero interrogarsi più su queste vicende dell’Italia profonda per capire un’arretratezza civile che tarda a scomparire piuttosto che limitarsi ai servizi d’effetto sulle intemperanze di Silvio Berlusconi. Ma nell’Italia poco esemplare di oggi tutto si tiene, le veline come l’improbabile saga della famiglia Mastella in Ceppaloni. Fuori si parla di PIL, grandi riforme, ammortizzatori sociali, posto fisso, crisi economca, federalismo fiscale. Ma poi vincono sempre i Mastella d’Italia.

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