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Un pensatoio fuori dai partiti

Manifesto d'Intenti di "Amore e libertà"

Il simbolo con Anita Garibaldi, i punti programmatici e le figure ispiratrici: da Mazzini a Moana Pozzi

di Luca Bagatin - 07 gennaio 2014

“Amore e Libertà” non è un partito, ma un"associazione, un progetto culturale e politico alternativo ai partiti. Un pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale. Un"alternativa alla politica dell"ultimo Ventennio ed alla partitocrazia antirepubblicana dell"ultimo secolo. La forma-partito si è esaurita non tanto e non solo con l"esaurirsi delle ideologie del Novecento, bensì queste stesse ideologie si sono ingrigite, incupite, spesso sono state mero paravento per nascondere la più vera e nera gestione del Potere da parte di piccole oligarchie o di piccole personalità impolitiche. Crediamo nelle idee, non nelle ideologie. Crediamo nelle persone che pensano con il cuore, anticamera dell"Amore.

E" per questo che “Amore e Libertà” ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, una rivoluzionaria moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessera di partito della Storia. Quel Giuseppe Garibaldi che, assieme alla sua Anita, sarà testimone di valori quali – appunto - Amore e Libertà, da un capo all"altro dell"Oceano.

Amore come la storia che Anita e Giuseppe hanno vissuto, pur contrastata da mille battaglie contro l"oppressore bramoso di Potere: clericale, monarchico o imperiale che fosse. Anita Garibaldi, morta a soli 28 anni dopo aver combattuto per la Repubblica Romana del 1849. Repubblica Romana che, a differenza della Repubblica Partitocratica del 1948, è tutt"oggi esempio di laicità, civiltà, onestà e buona amministrazione pubblica. Questo è e vuole essere “Amore e Libertà”. Il recupero della dimensione storica, ma al contempo Sacra. Il recupero ed il trionfo di quel Femminino Sacro vilipeso da tanti, da troppi o volutamente incompreso dalle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate bramose di mero Potere e di controllo delle menti e dei corpi. “Amore e Libertà” è un"associazione che vuole coniugare sentimento e passionalità. Spiritualità laica e civile. Lucida follia e creatività. Arte e letteratura visionaria.

Non chiediamo professioni di fede, né danari e nemmeno vogliamo vendere o regalare tessere. Né, tantomeno, vogliamo partecipare ad elezioni politiche o amministrative. Specialmente con “queste” leggi elettorali liberticide ed antidemocratiche, che contrastiamo. Abbiamo solo un nome, un simbolo e questo semplice manifesto d"intenti. Vogliamo, dunque e più semplicemente, veicolare le tematiche di sempre a noi care.

Ovvero vogliamo: - piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l"Anagrafe pubblica degli eletti) - che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente. - che la meritocrazia, l"onestà intellettuale e l"amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente - lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all"omofobia, alla massonofobia e all"odio religioso - attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l"aspetto ludico e sessuale - introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese - introduzione di una legislazione che consenta l"eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull"esempio svizzero. - introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale. - istituzione dei parchi dell"amore - lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell"ambiente - legalizzazione della prostituzione - introduzione, nelle scuole, dell"ora di educazione sessuale - introduzione, nelle scuole, in luogo dell"”ora di religione”, l"ora di Storia delle religioni” - abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane - abolizione del diritto d"autore al fine di eliminare il monopolio intellettuale e liberare così la creatività diffusa che esso oggi opprime.

"Amore e Libertà" crede inoltre nella possibilità che le singole intelligenze possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell"Antica Grecia. In questo senso Amore e Libertà trova interessante il sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni, oppure, proprio come avveniva nell"Antica Grecia, fra i maggiori di 30 anni.

“Amore e Libertà” ha, fra le sue figure ispiratrici, oltre ad Anita ed a Garibaldi stesso, Giuseppe Mazzini, il conte di Cagliostro, Krishna, Buddha, Ermete Trimegisto, Cristo, Maria Maddalena, Platone, Pitagora, Giordano Bruno, Dante, Madame Blavatsky, Krishnamurti, Gurdjeff, Ernesto Nathan, Gandhi, Albert Einstein, Peter Boom, Moana Pozzi e Ilona Staller.

Figure solo apparentemente slegate fra loro. Figure rivoluzionarie e trasgressive che hanno fatto della loro vita una costante ricerca evolutiva di Amore e di Libertà. www.lucabagatin.ilcannocchiale.it www.amoreeliberta.blogspot.it www.amoreeliberta.altervista.org

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario