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Urne troppo piene

Mal di "pancia" e astensione

Siamo sicuri che con un'affluenza sul 60% (media europea) avremmo avuto Berlusconi, il fenomeno Lega e lo tsunami di Grillo?

di Marco Dipaola - 08 marzo 2013

Siamo sicuri che l’astensionismo rappresenti un problema per la democrazia? L"Italia ha uno dei tassi più alti di partecipazione elettorale in Europa, nonostante una consistente flessione negli ultimi decenni. C"è poi la strana peculiarità tricolore delle schede bianche o nulle, che aumenta la percentuale dei votanti, quando invece negli altri Paesi chi si astiene di solito resta a casa, alimentando l"astensione. Nel 2005 in Germania l’affluenza alle urne è stata del 77,7% (nel 2012 in Nord-Reno Westfalia il 59%), in Spagna nel 2008 del 76%, in Francia al primo turno delle presidenziali 2012 del 57% (al secondo turno il 56,29%), in Svizzera nel 2007 del 48,3%, il Grecia a maggio scorso del 60%, in Gran Bretagna nel 2010 del 65,1% (e nel 2012 per il sindaco di Londra appena del 32%). Negli Stati Uniti il voto del 2008 è stato il più partecipato (oltre il 64%) dal lontano 1960 di John F. Kennedy contro Richard Nixon (63,8%).

Certo il nostro Paese è composto da 60 milioni di persone, pochi se paragonati, ad esempio, ai grandi Stati americani. La percentuale di affluenza alle urne si fa sugli "aventi diritto", il numero ridotto di abitanti aumenta notevolmente le percentuali di chi vota. Allora perché invocare a tutti i costi la chiamata in massa alle urne? In fondo questo comporta che gran parte del voto sia dettato dall"istinto, anzi seguendo un"orribile espressione molto in voga al momento, dalla "pancia".

Questo tipo di voto è influenzato sempre più dalle sensazioni momentanee, occasionali, dalle necessità contingenti, che guarda caso esplodono tutte in campagna elettorale. La pancia diventa decisiva se la testa ha pochi anticorpi critici per abortire istantaneamente sussulti viscerali. La politica nasce per suscitare speranze oltre che lucido raziocinio, questa è una componente imprescindibile per un"offerta vincente. Ma basta? Il rischio è quello che "la pancia""sia l"unico vero bersaglio dei politici che si trasformano, così facendo, in capi popolo.

Siamo sicuri che con un"affluenza sul 60% (media europea) avremmo avuto Berlusconi, il fenomeno Lega e lo tsunami di Grillo? Non ci giurerei. Al tempo stesso il governo di pochi, scelto da pochi, si chiama oligarchia, che non è di certo la soluzione. I poco avvezzi alla cucina, quando si mettono ai fornelli combinano guai. Beh quella crocetta sulla scheda non è molto differente da un mestolo o una padella. È uno strumento, se lo si sa usare si ha un risultato, altrimenti si rischia di finire male. Poi è unitile lamentarsi, sbigottirsi di fronte ai paradossi da commedia dell"arte della politica nostrana. L"abbiamo scelta noi, o meglio, l"ha scelta la maggioranza dei votanti. In fondo anche chi non sa cucinare ha il diritto di decidere cosa dobbiamo mangiare. Occhio però, se si cucina male, il rischio è quello di avere, alla fine della fiera, il mal di "pancia".

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario