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Le consultazioni: 28 gruppi da Ciampi

Ma questo sarebbe un sistema maggioritario?

Non serve discutere dell'abilità di un giocatore se non funzionano le regole del gioco.

di Davide Giacalone - 22 aprile 2005

Sono stati gli elettori a far cadere il governo Berlusconi? No. E'vero che la maggioranza ha perso le elezioni regionali, ma in Francia e Germania le sconfitte dei governi alle elezioni amministrative sono state di dimensioni ancora maggiori, e non è successo nulla. E' stato il Parlamento a tagliere la fiducia al governo? No. Ad un certo punto è sembrato che Berlusconi volesse dare, finalmente, applicazione all'articolo 94 della Costituzione, rifiutando di dimettersi e chiedendo il dibattito parlamentare, ma ci ha ripensato, ha invertito la rotta, ed è andato al Quirinale. Infine: è stato il Presidente della Repubblica a mettere in dubbio la continuità di governo? No. Anzi, sul colle più alto c¹era diffidenza verso le elezioni immediate, il che ha aiutato chi volva andare avanti. E, allora, chi ha fatto cadere il governo? Risposta: sono state due forze politiche che raccolgono, ciascuna, meno del 4 per cento dei voti, vale a dire meno di quel che serve per eleggere parlamentari propri. Da una parte la Lega, con la sua pretesa di imporre riforme costituzionali che agli altri non piacciono; dall'altra l'Udc, con la sua pretesa d'avere un ruolo di guida in una coalizione dove sono minoranza. Il fatto è che se quelle pretese hanno un peso, se giungono a far cadere un governo il cui presidente ha detto in tutte le salse che non intendeva dimettersi, ciò vuol dire che quello era un governo di coalizione e che la coalizione viene meno anche quando un gruppo di minoranza l¹abbandona. Esattamente come nel sistema elettorale proporzionale, dove, però, ciascuno eleggeva i parlamentari con i voti propri, non con quelli degli alleati. Altro fatto: in poche ore di consultazioni 28 soggetti si sono recati da Ciampi, di cui 24 rappresentavano gruppi parlamentari. 24 gruppi parlamentari non si sono mai visti, ai tempi del proporzionale, ed è un'assurdità che esistano in quelli del maggioritario. Anzi, quelle sono 28 smentite alla semplice esistenza del maggioritario. Morale: ci raccontiamo di essere in un sistema bipolare e maggioritario, già si prepara, in questa chiave, la prossima competizione elettorale, ma è una balla. Il sistema che si è realizzato è sbilenco e bislacco, è la seconda volta che il governo cade a causa dei voti regionali (la prima fu con D'Alema), pretende di avere leader assoluti, ma poi crolla per le bizze di ali minoritarie. In queste condizioni si può pure discutere dell'abilità, o della simpatia, di questo o quel giocatore, ma non si va lontano se non si prende atto che a non funzionare sono le regole del giuoco.

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