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Quello che i partiti impediscono

L'oligarchia partitocratica e le riforme che il governo Monti non riesce ad attuare

Le svolte sull'economia e sul mercato iataliani del governo Monti sono ostacolati dalle forze politche

di Luca Bagatin - 27 dicembre 2011

Oligarchia partitocratica. Di questo soffre il nostro Paese. Lo vediamo da parecchi anni, ovvero da quando siamo abituati al balletto "destra-sinistra", che, nei fatti, sono in realtà due blocchi statalisti ed alquanto "sinistri" entrambi. Il governo Monti potrà fare qualche cosa in questa situazione di precarietà, visto che è retto proprio da quelle forze politiche che oggi sì e domani pure gli correggono e gli rispediscono al mittente delle ottime riforme di rilancio dell"economia e del mercato del lavoro ? Mah.

Sull"articolo 18 dello Statuto dei lavoratori - che già i radicali tentarono di abolire con il referendum le cui firme raccolsero nel "99 - le forze politiche nicchiano, ovvero si rifiutano di abolirlo. E così condannano le aziende alla loro bella crisi e a non assumere più nessuno. Sulle liberalizzazioni ? Apriti cielo ! Nessuno vuole attuarle ! E così siamo l"unico Paese occidentale a mantenere Ordini professionali e Corporazioni volute ed imposte dal Fascismo. Monti ed il suo governo sarebbero gli unici, oggi, in grado di dare una sferzata liberale all"economia ed al mercato italiani. Glielo lasciassero fare !

E invece no: tutti (con l"esclusione del Terzo Polo che è l"unico a sostenere responsabilmente questo governo) si comportano come gli "utili idioti" (per usare un"espressione cara a quel Lenin da cui questi neocomunisti derivano) della Lega Nord e dell"Italia dei Valori. Con l"unica differenza che, mentre Lega ed IdV fanno opposizione dura a Monti, loro, il Pd ed il PdL, lo sostengono, ma gli cassano tutte le riforme liberali !

E quindi: niente abolizione delle Province; niente abolizione dell"articolo 18; niente liberalizzazioni e niente rilancio liberale dell"economia. Pd e PdL avrebbero fatto la gioia di Lenin, ma anche di Mussolini, infatti. I controriformatori parlano del governo Monti come di un governo di "banchieri", quando invece è un governo composto da persone di alto livello che nella loro vita hanno sempre vissuto del loro lavoro e non meramente di politica. Oltre che trattasi di figure che, a differenza di moltissimi parlamentari, sanno parlare correttamente l"italiano.

Dal Pd al PdL passando per Lega Nord ed IdV, le forze politiche, pensano invece alle prossime elezioni, ovvero a come lanciare nuovi slogan per tentare di recuperare i consensi inevitabilmente perduti. Ma l"Italia non sarà certo così fessa dal votarli ancora

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario