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L'Italia che resiste

Lo sviluppo si trova dopo il casello

A certa politica e a certa imprenditoria qualche sosta in più non farebbe male. In Autogrill

di Enrico Cisnetto - 29 marzo 2013

Per qualcuno il boom economico non è mai finito. Per fortuna. Nel disastrato panorama del capitalismo italiano, dopo 15 anni di mancata crescita e 5 di recessione, c’è ancora qualcuno che riesce ad adeguarsi ai tempi, a sfruttare le possibilità tecnologiche e scientifiche, mantenendo l’assoluta leadership mondiale nel proprio settore, così come aveva fatto nel dopoguerra. È il caso, emblematico, dei due Autogrill Villoresi, ovest ed est, sull’autostrada Milano Laghi.

Il primo, simbolo degli anni Cinquanta e figlio della fiducia nello sviluppo senza fine, racconta dell’Italia della motorizzazione di massa e delle autostrade, dei suoi successi (come pure delle storture) di una grande trasformazione del paese favorita ma non condizionata dalla politica. Il secondo, inaugurato da Autogrill da poco, è invece uno specchio del tentativo di rinnovare il processo di sviluppo sotto il segno di una sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Un Autogrill avveniristico che lascia intravedere un futuro in cui la sosta autostradale assomiglierà sempre più a quella aeroportuale, oggi vero emblema della mobilità. Si tratta della più grande area di ristoro d’Europa, completamente ecosostenibile, che rappresenta il simbolo della nuova strategia della società del gruppo Benetton di fronte ad un vecchio modello di sviluppo che non rende più. La struttura di Villoresi Est, realizzata al 100% in materiali riciclabili, sorge su un’autostrada da 30 milioni di veicoli l’anno e, grazie a sistemi fotovoltaici e geotermici (con oltre 420 sonde nel sottosuolo per sfruttare la capacità del terreno di immagazzinare e rilasciare calore), è in grado di ridurre del 45% il consumo annuo di energia e di tagliare del 60% le emissioni di CO2, mentre, utilizzando un sistema intelligente di acqua piovana e di falda capace, può risparmiare 25 mila metri cubi d’acqua l’anno.

Mentre si blatera di decrescita felice come sinonimo di ecologia, ecco che la società guidata da Gianmario Tondato dimostra, invece, che crescita e sostenibilità si possono coniugare. D’altra parte Autogrill, primo operatore al mondo nel settore, presente in 38 paesi con oltre 5300 punti vendita, ha dato prova di saper andare controcorrente e nonostante si viaggi meno e i consumi siano in calo, nel 2012 ha aumentato le vendite del 4% e nelle prime 8 settimane del 2013 dell’1,1%. Ma non solo. Autogrill ha preso in gestione, vincendole all’asta, tutte le concessioni per le attività duty free e duty paid in Spagna, diventando l’unico operatore del settore nel secondo mercato aeroportuale europeo.

Tutto questo a testimonianza che il capitalismo italiano, se non rinuncia a giocare le sue carte, ha chance di successo. Speriamo che fra qualche tempo di possa dire di Villoresi Est ciò che negli Sessanta di è detto di quello Ovest. Bisognerebbe solo consigliare a certa politica e a certa imprenditoria di fare qualche sosta in più. In Autogrill.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario