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Crescita dello 0,3% nel terzo trimestre

Lo stanco ritornello sulla ripresina

Il documento dell’Istat conferma che il trend positivo dell’estate non ha avuto seguito

di Antonio Picasso - 15 novembre 2005

È solo una puntina all’insù. Il +0,3% del prodotto interno lordo italiano è veramente esiguo. E conferma nella sua mediocrità quanto fossero affrettati gli squilli di tromba per la ripresina estiva. Certo, ad agosto i dati si erano dimostrati positivi. Al punto che si poteva parlare di un monento salvifico per tutta l’economia italiana. Tuttavia, l’inflessione delle ultime settimane ci ha fatto tornare con i piedi per terra. La crescita è stata di congiuntura al declino che si sta rivelando, invece, sempre più incuneato nell’economia nazionale.

Ed è sempre l’Istat a sfornare le cifre di supporto a chi non credeva che fosse sufficiente il sole d’agosto per farci riprendere. L’istituto di ricerche precisa infatti che, in base alle stime preliminari, il pil è risultato stazionario rispetto al terzo trimestre 2004. Il che significa che non è cambiato nulla da un anno a questa parte. Logico, non si è fatto nulla affinché si mutasse la rotta. Il dato, inoltre, è destagionalizzato e corretto per i giorni lavorativi. Alla luce dei tre trimestri finora calcolati, il pil acquisito per il 2005 – stimano sempre i tecnici – dovrebbe collocarsi intorno al +0,1%. Un trend inferiore alle attese, allora. Perché si stimava un “poderoso” +0,4% per la crescita trimestrale e +0,1% quella annuale. Trattandosi di una prima stima flash, i dati non sono disaggregati per componenti della crescita economica e quindi non si sa a cosa sia dovuto il rallentamento rispetto alle previsioni. Tuttavia, molti economisti ritengono che il contributo positivo sia arrivato soprattutto dall’export mentre i consumi potrebbero essere ritornati al palo. Positivo? Siamo così tanto alla frutta da considerare lo zero un numero positivo? Evidentemente sì.

E da questo atteggiamento impropriamente positivo non si defila nemmeno il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, il quale dice che con questo dato la crescita zero, indicata prudenzialmente dal governo come obiettivo nella relazione previsionale e programmatica, è potenzialmente raggiungibile. Così quando la crescita zero sarà raggiunta, ci sarà qualcuno che esulterà per la vittoria e il risultato – anch’esso positivo – ottenuti.

E non è finita. Perché, facendo un confronto con gli altri Paesi più industrializzati, nel terzo trimestre il pil è cresciuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dello 0,9% negli Stati Uniti, dello 0,7% in Francia e dello 0,4% nel Regno Unito. Su base tendenziale, infine, il pil è cresciuto del 3,6% negli Stati Uniti e dell"1,6% nel Regno Unito. Davvero, io non vorrei terminare questo articolo con il solito “altro che ripresina!” Perché in tanti altri lo hanno già fatto e perché suonerebbe come un “l’avevo detto” stucchevole e facile da fare. Tuttavia, non mi vengono altre conclusioni.

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