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Il 20 settembre. La presa di Roma papalina

L'Italia è uno Stato laico?

La popolazione italiana ha dimostrato e continua a dimostrare di essere molto più laica della sua classe politica che ormai mal sopporta.

di Luca Bagatin - 17 settembre 2012

Il 20 settembre è alle porte e, come ogni anno, sarebbe bene rammentare che cosa significhi tale data per la coscienza laica italiana, che ne è stata privata dal Regime fascista prima e dalla Repubblica cattocomunista costitutasi nel 1948, poi.

Ebbene, il 20 settembre del 1870, con l"entrata dei Bersaglieri a Roma e dunque la vittoria di tutti i liberali, mazziniani, monarchici, garibaldini, ebrei, massoni e cattolici liberali, si pose fine al potere temporale dei Papi e Roma divenne capitale di un"Italia finalmente completamente unita, sovrana e laica, per quanto ancora posta sotto il giogo monarchico dei Savoia.

Il 20 settembre è dunque una data simbolica che, prima del fascismo, era celebrata quale festa nazionale, mai più ripristinata tale nemmeno con l"avvento della Repubblica, la quale nacque purtuttavia sotto i peggiori auspici di un connubio fra la clericale Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista finanziato dalla dittatura sovietica, il quale, per mezzo dell"allora Guardasigilli Togliatti, amnistiò persino i reati commessi dai fascisti, strizzando così di fatto l"occhio al nascente Movimento Sociale Italiano.

A parte queste rievocazioni storiche, oggi, 20 settembre 2012, l"Italia può dirsi davvero uno Stato laico ? Certamente no.

Esiste ancora il Concordato, firmato da Craxi, che concede ampie garanzie anche pecuniarie al Vaticano.
Esiste una legge che vieta, di fatto, la procreazione assistita e l"utilizzo di cellule staminali a fini terapeutici, la quale, pur essendo stata bocciata in sede europea, è fortamente sostenuta dall"attuale Ministro clericale della Salute Balduzzi.
Non esiste una legislazione che preveda il testamento biologico, l"eutanasia, il suicidio assistito, ovvero la possibilità per l"individuo di decidere della propria vita e della propria morte.

Non esiste una legislazione che riconosca le coppie di fatto. Non esiste una legislazione che regolamenti e dunque legalizzi le non droghe, quali cannabis e derivati, anche a fini terapeutici.
Non esistono ancora norme attuative che facciano pagare l"IMU agli immobili ecclesiastici.
Non esiste, quindi, una libera Chiesa in libero Stato, secondo il dettato liberale del conte di Cavour. Esiste, diversamente, una Chiesa che ha abdicato al suo ruolo religioso per farsi profana, sia in termini politici che economici. Esiste uno Stato che ha abdicato al suo ruolo di garante e servitore del cittadino, a tutto vantaggio di uno Stato estero - quello Vaticano - di cui si vergognerebbe lo stesso Gesù detto "Il Cristo", il quale, a rileggere la sua parola, mai avrebbe immaginato come sarebbe stata profanamente travisata e trasformata.

In tutto ciò la popolazione italiana, ha dimostrato e continua a dimostrare di essere molto più laica della sua classe politica che ormai mal sopporta. In tutte le rilevazioni statistiche ed in tutti i referendum, la stragarande maggioranza degli italiani è per una legislazione laica, in linea con gli altri Paesi occidentali.

Il 20 settembre, in sostanza, è, di fatto già nella coscienza civile, prima ancora che patriottica, degli italiani. Se ne accorgeranno i vari Monti, Bersani, Berlusconi, Alfano, Vendola, Di Pietro, Casini e compagnia cantante, che tanto di fronte alle telecamere e sulle pagine dei quotidiani litigano o fingono di litigare, ma, di fatto, sono da sempre d"accordo per mantenere lo status quo?

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario