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La dilagante sindrome del colpevolismo

L'inchiestona

La barbarie di questi tempi ha portato a confondere il garantismo con l’innocentismo

di Davide Giacalone - 17 giugno 2011

Inchiestona succosissima, quella gia conclusa sulle prime pagine dei giornali, tanto che le tappe successive le si percorrerà per puro amore dello sport. Dunque abbiamo la P4. Posto che la 2 non era un reato e la 3, che la gran parte del pubblico non saprebbe più a quale combriccola si riferiva, non aveva nulla di specificamente massonico. Siamo a corto di fantasia, anche per le denominazioni. Per la Spectre, forse, mancava il gatto.

Nella vita si devono cogliere gli aspetti comici, che tengo alto il morale. Mi par di capire che all’accusato si contesta la diffusione di notizie sulle inchieste giudiziarie in corso. E chi credeva d’essere? Un giornale, una televisione, una radio? Tutti possono pubblicare atti delle inchieste, ma gli indagati tacciano. Finirà che tutti possono dire la loro, in Tribunale, tranne gli imputati. Il loro difendersi sarà considerato un oltraggio ai cortigiani, vale a dire ai pubblicatori seriali delle veline di procura.

Fa meno ridere che si sia già individuato l’altolocato di riferimento, anch’egli trascinato nella condanna preventiva. Si potrebbe fare un bel referendum ed emettere sentenza con plebiscito. Intendo, con questo, sostenere che sono tutti innocenti? No, perché solo la barbarie di questi tempi ha portato a confondere il garantismo con l’innocentismo e il credere nella giustizia con il colpevolismo. E’ questo il concime naturale che ha fertilizzato un terreno pericolossissimo, nel quale stiamo riprecipitando. Ammesso che se ne sia mai usciti.

Le persone civili sperano due cose: a. che l’indagine si concluda in fretta e che si giunga al processo, sicché gli innocenti siano scagionati e i colpevoli condannati; b. che ai primi si chieda scusa e che i secondi scontino la pena.

Pubblicato da Il Tempo

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