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Le speranze di un lettore

Lettera aperta al Pd

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Francesco Lena indirizzata al Partito Democratico, con una breve introduzione della redazione

04 novembre 2013

Consideriamo il testo che andiamo a pubblicare come un’espressione sincera e piena di speranze di ciò che i cittadini si aspettano dalla politica in generale e dall’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico in particolare. La dimostrazione che la separazione fra gli italiani e i partiti non è ancora definitiva e che il rapporto è, incredibilmente, ancora recuperabile. Non si assuma come ingenua questa testimonianza, quanto piuttosto come la prova che per il Pd, come per la politica in generale, non è mai troppo tardi.


Caro partito Democratico,
vorrei che in occasione del congresso e delle primarie, diventasse una gara di idee, di proposte, per il bene dell"Italia, per l"Europa,per il mondo, sia nei circoli, nelle sedi provinciali, di quartiere, regionale e nazionali.

Una gara di idee, per fare una buona, sana e bella politica, per la gente, per nostro paese me per il bene comune.

Una gara di idee, per migliorare il nostro Servizio Sanitario Nazionale, la formazione, la scuola, la ricerca, la previdenza, l"assistenza.

Una gara di idee, per migliorare la qualità della vita, dei più poveri, dei più deboli, dei più bisognosi, degli anziani, degli ammalati, dei diversamente abili, dei bambini. Una gara di idee, per i giovani, per i disoccupati, per la casa, per la famiglia.

Una gara di idee, per la sicurezza, per le persone, nelle case, fuori casa, sulle strade, sui posti di lavoro.

Una gara di idee, per migliorare, rispettare l"ambiente, per la prevenzione di frane, alluvioni, incendi.

Una gara di idee, per combattere la globalizzazione dell"indifferenza, del menefreghismo, dell"egoismo, per invogliare alla partecipazione, alla responsabilità, al prendersi cura delle cose.

Una gara di idee, per combattere seriamente le mafie, l"evasione fiscale, la corruzione, il malaffare il non rispetto delle regole.

Una gara di idee, per far crescere la cultura, dell"onestà, della trasparenza, della giustizia sociale, dell"uguaglianza, della democrazia, della libertà.

Una gara di idee, per l"immigrazione, sul soccorso in mare,sull"accoglienza, sull"ospitalità, sul rispetto della dignità delle persone.

Una gara di idee, per costruire una vera unione europea, per combattere, i qualunquismi, i populismi, gli egoismi, per una vera unione politica, economica e sociale.

Una gara di idee, per combattere la fame nel mondo, lo sfruttamento, le disuguaglianze, per la pace, per costruire una società, più giusta, per un futuro migliore, per tutti i cittadini del mondo.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario