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S.A.: sotto il segno di uno “spirito costituente”

Lettera aperta

Verso una terza via per uscire dal declino e per combattere la crisi

di Enrico Cisnetto* - 18 febbraio 2009

Caro direttore,

negli ultimi giorni sono circolate sulla stampa voci giudiziarie riguardanti il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Angelo Burzi, e su una sua associazione chiamata “Società Aperta”. Pur essendo io un garantista senza se e senza ma, mi preme prendere le distanze da questi soggetti, per ribadire che l’associazione da me presieduta e fondata, pur avendo la stessa denominazione, niente vi ha a che fare. Il nostro è un movimento politico-culturale, nato nel lontano 1993, che si propone un ripensamento della attuale politica aggregando personalità e idee attorno a un progetto che abbia come filo conduttore quello spirito costituente che a nostro avviso è assolutamente necessario se si vuole mettere un freno al declino del Paese.

Non c’è dubbio, infatti, che oggi serva aprire una fase nuova: dopo il fallimento della Prima Repubblica, anche la Seconda sembra oggi sul viale del tramonto. Non solo sono venuti meno, infatti, gli stessi presupposti su cui si reggeva: l’idea del leader carismatico, del “partito leggero”, del liberismo sfrenato, del bipartitismo come rimedio a tutti i mali italiani. No, oggi la crisi economica – che qui in Piemonte si avverte in maniera particolare – rischia di imporre una brusca accelerazione a questo processo di sfaldamento. Da una parte, creando tensioni sociali che non trovano più rappresentanza in parlamento (rischiando di trovare nella piazza l’unica valvola di sfogo).

Dall’altra, l’attuale maggioranza di Governo, seppur numericamente solidissima e dotata di un decisionismo purtroppo solo di facciata, sta dimostrando di non saper gestire la crisi né di mettere in atto quelle riforme strutturali che sono ormai improcrastinabili. Per questo continuiamo la nostra battaglia, cercando di aggregare le migliori personalità del Paese. Come quella dell’ex presidente degli industriali torinesi, Alberto Tazzetti, che alla fine di gennaio è diventato il coordinatore della nostra nuova sede in Piemonte. Un evento che ha creato grande interesse: motivo in più per non essere confusi con altri soggetti.

*Presidente di Società Aperta
(www.societa-aperta.org)

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario