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Un dispetto a Berlusconi?

Le scarpe Tod's di Rossella

Il "teatrino" della politica italiana non guarda mai ai problemi del paese

di Elio Di Caprio - 23 marzo 2006

Carlo Rossella, direttore del TG5, impegnato in un"improbabile opera di pacificazione tra Berlusconi e Della Valle, " smentisce di aver abbandonato le scarpe Tod"s per assecondare il premier".

E" una notizia di prima pagina del nostro Corriere della Sera che attira l"attenzione emozionale dei lettori su un "avvenimento" considerato se non più importante, almeno degno di stare alla pari con le altre notizie del giorno, come quella dell"arresto dei killers di Francesco Fortugno, già vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria.

La telenovela continua ad avvitarsi sugli ultimi cascami dell" "indimenticabile" intervento di Silvio Berlusconi alla conferenza di Confindustria di qualche giorno fa.. Quando finirà? D"accordo, siamo in piena campagna elettorale dove vige una competizione a chi la spara più grossa, con il supporto di cifre ballerine e manipolabili, sui risultati raggiunti dal centro destra nella scorsa legislatura e sui programmi lunghi o corti delle due coalizioni in campo. Ma cosa potrà mai capire il cittadino comune, ad esempio, su un tema così importante per il nostro futuro, come quello della precarietà del lavoro dipendente, se le statistiche appena sfornate smentiscono sistematicamente quelle precedenti già annunciate e non ancora assimilate?

Romano Prodi, intervistato da alcuni imprenditori di Confindustria preoccupati per il nostro sistema energetico- rischi di black out e costi alti di petrolio e gas- arriva a promettere una riduzione della nostra bolletta energetica del 20% in cinque anni. Ma con quali mezzi non lo dice: riducendo le rendite di monopolio o accelerando la costruzione dei famosi rigassificatori che tardano a realizzarsi per i veti locali e ambientalisti provenienti da alcune componenti importanti del centro-sinistra? Oppure proponendo un nuovo mix energetico per il breve e per il lungo termine?

Intanto il Presidente dell"Eni, Paolo Scaroni, lancia il suo allarme per il nostro futuro energetico e lascia capire che già è tanto se nel prossimo anno non avremo interruzioni delle forniture di gas come avvenuto nell"inverno appena trascorso : non ci sono infatti i tempi per incrementare immediatamente le capacità degli attuali gasdotti.

A chi credere? Passata la campagna elettorale vedremo se la coalizione vincente, qualunque essa sia, sarà in grado di dare un seguito alle promesse e ai programmi o si bloccherà- come spesso è successo in passato- tra i veti contrapposti dei partiti.

Intanto ci aspettiamo che almeno i mass media più seri facciano la loro parte, non indulgendo anch"essi alla rappresentazione della lotta politica sotto forma di reality show.

Uno dei sottoprodotti più devastanti del "berlusconismo"- che sembra aver contagiato, oltre i mass media, alcune componenti importanti del centro-sinistra- è l"abitudine a voler influenzare l"opinione pubblica con messaggi propagandistici ed effetti emozionali che deviano l"attenzione della gente dai problemi seri e reali.

O invece è sbagliato lanciare anatemi su un presunto berlusconismo e tanto vale riconoscere che si tratta di un modo nuovo e più moderno di comunicare di cui Berslusconi si è valso per primo?

Fatto sta che difficilmente troveremmo nella stampa e nei mass media stranieri più accreditati altrettanta attenzione agli aspetti più banalizzanti del "teatrino" della politica, come avviene in Italia. Dobbiamo a questo punto tutti noi domandarci, come fa Rossella, se continuare a calzare le scarpe di Della Valle vuol dire fare un dispetto a Berlusconi?

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario