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Sanità: un ennesimo esempio di inefficienza

Le esternazioni del Ministro Turco

Ciò che i cittadini si aspettano è l’esclusione dei partiti dalla gestione del denaro pubblico

di Cesare Greco - 25 gennaio 2008

L’ultima esternazione della ministra della Sanità Livia Turco, tramite una missiva inviata al convegno della Federazione delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), rende evidente come gli attuali politici non si rendano conto della reazione che sta progressivamente montando nel Paese contro di loro e del perché di tanta insofferenza. In relazione al problema delle lottizzazioni nella sanità, che sta diventando una vera emergenza per una decente assistenza in molte aree del paese, la ministra dichiara: "La politica deve continuare ad avere un ruolo fondamentale, pur se vincolato da criteri di trasparenza limpidi, nella selezione dei manager. Ma non deve entrare in alcun modo nella partita delle nomine dei primari e degli altri dirigenti apicali della sanità. Non può infatti che essere il direttore generale, in piena autonomia e in qualità di primo responsabile dell"azienda sanitaria, a scegliere i suoi migliori collaboratori". Quello che è più irritante e offensivo di parole come queste è la netta sensazione, da parte di chi ascolta o legge, di essere considerato un perfetto idiota al quale si può far credere di tutto condendolo con magiche paroline come trasparenza, controllo democratico, buona politica etc.

Ma siamo seri, come pensa la signora ministra, che può darsi creda anche in ciò che dice, di convincere i suoi colleghi ad astenersi dall’interferire con le nomine spettanti ad un manager il cui lauto stipendio dipende in tutto e per tutto da loro? O forse vuole farci credere che d’improvviso, folgorati sulla via della “buona politica”, i governanti delle regioni e i loro referenti nazionali decideranno di fare spontaneamente a meno di uno dei più lucrosi strumenti di sviluppo e controllo delle clientele elettorali, nominando amministratori capaci e lasciandoli poi liberi di operare scelte autonome e dettate solo da criteri di competenza e professionalità? Del resto la risposta al ministro è arrivato nel corso dello stesso convegno dall’assessore alla sanità della regione Toscana dichiarando di essere disposto a dimettersi se si vorrà cambiare la legge.

L’arroganza di cui i cittadini sono stanchi non è tanto connessa ai privilegi vari della classe politica, ma al fatto di sentirsi trattati come beoti creduloni da una “casta” di furbetti incapaci che pretendono pure di spacciare per interesse generale questi privilegi. Ai comuni mortali non importerebbe nulla che un politico guadagni cifre da super manager e abbia scorte e corsie preferenziali se solo facesse, in maniera decente, il proprio lavoro, ovvero mettere in condizione di funzionare, per l’interesse di tutti, servizi ed economia e amministrando il pubblico denaro per creare migliori condizioni di vita per coloro i quali glie lo hanno affidato togliendolo dalle proprie tasche.

Non so se dopo le dimissioni di Romano Prodi si andrà alle elezioni politiche subito o dopo la formazione di un governo che si occupi delle riforme più urgenti come la nuova legge elettorale, ma quando sarà che verranno convocati i comizi elettorali, la rivoluzione che i cittadini si aspettano e che a mio parere voterebbero in massa è l’impegno a escludere i partiti, si badi bene non lo Stato, dalla gestione, anche indiretta, del pubblico denaro lasciando ovviamente loro il compito di tracciare le linee di indirizzo politico.

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