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Il nostro marchio non sia strumentalizzato

Lavorare davvero per la Terza Repubblica

Il cambiamento del sistema non si avrà con goliardate che riescono a fare solo danni

di Società Aperta e Terza Repubblica - 24 febbraio 2006

Sì alla Terza Repubblica, ma un no deciso a qualsiasi iniziativa goliardico-elettorale. Soprattutto a quelle che screditano il lavoro svolto finora da chi, come Società Aperta, agisce concretamente per un ricambio del sistema politico anche attraverso Terza Repubblica, l’organo ufficiale di stampa del movimento.

In relazione alle notizie diffuse oggi sulla presentazione di una coalizione elettorale denominata “3° Polo – III Repubblica” (si veda l’Ansa delle ore 11.33 “ELEZIONI: MONTEZEMOLO CANDIDATO MA NON LO SA”), Società Aperta intende quindi dichiarare la propria totale estraneità a tale iniziativa, e ribadire la propria titolarità esclusiva nell’utilizzo del marchio Terza Repubblica, debitamente registrato.

Al di là degli aspetti legali, la questione è politica: Società Aperta ribadisce l’inopportunità di una azione che, per ammissione degli stessi promotori, ha carattere puramente goliardico e di provocazione. Nell’attuale contesto politico, già abbastanza degradato, un’iniziativa di tal genere non fa altro che diminuire ancor più la credibilità delle istituzioni e finisce per svuotare di significato le espressioni Terza Repubblica e Terzo Polo, correndo il rischio – cosa ben più grave – di legarle nell’immaginario collettivo ad un aspetto puramente farsesco. La necessità di procedere ad un cambiamento profondo del sistema politico, con la rottura dell’attuale schema bipolare e la costituzione di un governo di grande coalizione in grado di portare avanti le riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno, vede invece come presupposto indispensabile per la propria realizzazione un atteggiamento di responsabilità e serietà che certamente non può derivare da iniziative nate sotto il segno della provocazione. La crisi del Paese è troppo grande per poterci scherzare su.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario