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No a vie di scampo per i terroristi

La sentenza Biagi e gli assassini

Dobbiamo onore e riconoscenza a chi si è sacrificato per difendere la democrazia.

di Alessandra Servidori - 11 dicembre 2006

In un’aula lasciata vuota dalle istituzioni e dalla città di Bologna, è arrivata la sentenza della Corte di Assise sugli assassini del professor Marco Biagi: 21 anni per Simone Beccaccini con le attenuanti generiche (in primo grado fu condannato all’ergastolo) confermate le pene dell’ergastolo per le belve sanguinarie Lioce,Moranti, Blefari,Melazzi,Mezzasalma. E non dimentichiamoci che solo 21 anni erano stati benevolmente assegnati alla “collaboratrice” Banelli che intanto sta scontando la pena comodamente curata agli arresti domiciliari. Fine di un atto, di una tragedia, ancora dolorosissima. Chi scrive non riesce a rimanere solo amareggiata e rassegnata dietro le parole di “conforto “ della difesa della famiglia Biagi: ” Di ergastoli e condanne non si può essere soddisfatti ma questa sentenza è un riconoscimento a una attività investigativa massiccia; lo sconto della pena a Boccaccini è giustificato dal ruolo confinato in una dimensione minore; è importante il riconoscimento del risarcimento al Ministero del Lavoro per la perdita del Professor Biagi; il risarcimento al Viminale per le spese sostenute per individuare gli assassini.” Sicuramente è importante che sia stato riconosciuto un dolo ai Ministeri interessati, ma la considerazione che l’intera indagine è costata allo Stato ben 11 milioni di euro non viene mai ricordata e soprattutto gli assassini, condannati alle spese processuali e ai risarcimenti non saranno mai in grado di versare queste cifre concretamente a nessuno: né allo Stato, né tantomeno alle famiglie massacrate dal lutto. Così i figli, le mogli,i genitori di Biagi, Petri e di tutti gli altri dei martiri del terrorismo e dei poliziotti uccisi sono ulteriormente colpiti e umiliati da sentenze che fanno intravedere, comunque, delle vie di scampo ai brigatisti.

Così sarà infatti per la Banelli che fra pochi anni potrà tornare libera di girare e fare danno; così per la Federica Saraceni “aministiata agli arresti domicilari“ da una Corte troppo comprensiva nei riguardi di una figlia di magistrato colpevolmente compromessa e artefice del delitto D’Antona. Così già è oggi per quel Elia che siede ignominiosamente su scranni parlamentari , così è per quella Ronconi inserita spudoratamente dal Governo in una consulta antidroga: assassini accertati,condannati, delinquenti eletti in organismi istituzionali , azioni e scelte che gridano scelleratezza e condanna. E ancora una volta rendono palese la debolezza dello Stato di fronte al terrorismo reiterato, costante, presente, connivente con il sistema istituzionale. Quel terrorismo che perseguita le riforme sul mercato del lavoro che trova nell’estrema sinistra una sponda di approdo a tutt’oggi pericolosa e perpetuata. E’ un atteggiamento di offesa alla democrazia, l’elogio della illegalità, una chiara accusa di apologia di reato compiuto dalle istituzioni. Questo Governo non ha pudore,non ha onore e continua arrogantemente ad accontentare le frange estreme fino ad arrivare a premiare e ad “assumere” ex terroristi a danno della rispettabilità del Parlamento e dei suoi uomini, come Biagi, morti per servire il Paese.

Noi dobbiamo onore e riconoscenza a chi si è sacrificato per difendere la democrazia e non possiamo accettare l’offesa vergognosa di vedere premiati immorali e discutibili individui che la sinistra comunista guarda con rispetto e simpatia. Ecco perché non ci rassegniamo a denunciare lo sconcerto e lo sconforto e dobbiamo ragionevolmente continuare, nella nostra lotta per la libertà e per l’affermazioni dei principi dei valori della democrazia reale e sostanziali: senza soluzione di continuità.

Pubblicato su l"Avanti

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