ultimora
Public Policy

La politica e l’etica c’entrano poco

La rimonta di Clemente Mastella

Tutti assieme appassionatamente nella nuova DC di Berlusconi?

di Elio Di Caprio - 16 febbraio 2009

Torniamo con i piedi per terra. Dopo tante discussioni alate su etica e politica, sul testamento biologico e sulle ragioni della vita e della morte, rieccoci finalmente alla politica politicante del cortile di casa. Clemente Mastella, colui che solo tre anni fa aveva portato in dote a Prodi il suo feudo elettorale campano in cambio del Ministero della Giustizia, ha (ri) trovato casa e dimora nelle file del PDL come candidato alle prossime elezioni europee nella circoscrizione sud-Italia. Gareggerà, sembra, con il “nuovo” candidato della sinistra Antonio Bassolino ancora testardamente al timone come governatore inamovibile della Campania per grazia popolare e ora premiato con una candidatura alle europee.

Bello scontro epico da “casta”, non c’è che dire. Le carte sono tutte in regola per una competizione di idee e di programmi : non ci avevano forse detto che il bipolarismo all’italiana avrebbe semplificato la lotta politica e insieme avrebbe prodotto, sia pure gradualmente, un rinnovamento della classe dirigente e dello stesso modo di far politica?

Potremmo pure prendercela ancora una volta con il solito Berlusconi per il ritorno alla ribalta dell’uomo di Ceppaloni. Ma forse è meglio finalmente ammettere che anche in questo caso il Cavaliere ha sapientemente (o cinicamente) sfruttato tutte le debolezze della politica italiana e delle sue varie chiese, ora più che mai visibili nella “ Seconda Repubblica” semplificata a suo vantaggio. Mariano Maugeri sul Sole 24 ore di ieri invita beffardamente Clemente Mastella a presentarsi alle prossime elezioni europee con lo slogan “Teocon famiglia”, irridendo la pretesa di alcuni cattolici militanti, quali Mastella, di interpretare, oltre gli interessi terreni della politica politicante, i temi alti della vita per ottenere consensi.

Un “teocon” di altri tempi come potrebbe essere Sant’Agostino, di cui l’ex Ministro della Giustizia si vanta da tempo di seguire il pensiero, aveva però detto- lo fa rilevare maliziosamente lo stesso Maugeri- che “se lo Stato non è una comunità costituita con fini etici e morali non è altro che un’associazione a delinquere su larga scala” Non è che ci toccherà scoprire che è Beppe Grillo nei tempi odierni, con qualche esagerazione, il vero e autentico seguace e interprete di Sant’Agostino?

Maugeri invita sia Mastella che Bassolino, i due candidati in pectore per le europee, a fare almeno un atto di contrizione preventiva (e bipartisan) prima di (ri) scendere in campo… Ma a che servirebbe e chi se ne accorgerebbe dal momento che nelle sabbie mobili di questo bipolarismo improvvisato le sorprese non finiscono mai?

Non serve dare del “traditore”- di destra o di sinistra, ormai non importa- a Clemente Mastella come personaggio simbolo del trasformismo italiano quando le trasformazioni e le incoerenze sono all’ordine del giorno nella terra di nessuno della competizione politica. Per il momento solo un partito territoriale, come la Lega Nord, riesce a mantenere un profilo appena visibile di coerenza interna.

Il solito Mastella torna a far notizia e prepara la rivincita, ma è in buona compagnia. Prima di lui e con lui, che dire della variegata congrega degli (ex) radicali e di tutti gli altri funamboli all’interno dei due partiti maggiori? Difficilmente si potrebbe dire di loro che lo scopo era ed è quello di costituire una comunità con fini etici e morali, come pretendeva S. Agostino tanti secoli fa.

Il radicale Daniele Capezzone, l’intransigente e puro combattente di ogni causa, è passato in una sola legislatura (come Dini) da Prodi a Berlusconi. L’altro radicale “doc” Francesco Rutelli, dopo tante virate, apparirebbe ben a suo agio in una DC di nuovo conio, magari accanto a Mastella e altri teo o neo conservatori. Solo Pannella non sa come adeguarsi ai tempi nuovi.

L’aggregazione del PD mostra da tempo la corda e dopo quasi un anno non riesce a riprendersi dalla sconfitta elettorale. Le rivalità tra i suoi esponenti ex diessini, tra Veltroni, D’Alema e Bersani, sono ormai il gioco prevalente ed oscurano i vecchi dissidi tra cattolici e sinistra. L’aggregazione del PDL si regge- finchè regge - con continui colpi di mano simbolici tra Fini e Belusconi che lasciano intravedere una rivalità sottotraccia pronta a riesplodere alla prima occasione in nome dell’identità (più di Fini che di AN…).

Intanto, in attesa della costituzione ufficiale del PDL, in barba a tutte le trattative di vertice su statuti e regole di cui il nuovo partito dovrebbe dotarsi, una candidatura come quella di Mastella alle europee viene tranquillamente imposta dal Cavaliere e accettatata da Fini, non si sa per rassegnazione o in cambio di che. Altro che elezioni primarie! Clemente Mastella dà ora grottescamente del farabutto a chi osa pensare ad una ricompensa o ad una cambiale in bianco pagata dal Cavaliere. Ma poi se leggi l’ultimo libro di cronaca-interviste di Bruno Vespa sull’Italia che cambia(?) – nessuno l’ha mai smentito- scopri che effettivamente Berlusconi aveva promesso e non mantenuto di accogliere Mastella nelle sue liste già in occasione delle ultime elezioni in cambio della caduta di Prodi. I sondaggi di allora però avevano dissuaso il Cavaliere, ora sembra che la situazione sia cambiata. Ma chi va a verificare le tante contraddizioni del bipolarismo imperfetto?

La società italiana sarà pure “liquida” e senza passioni, i militanti di destra e di sinistra sono stati spiazzati dai mezzi di comunicazione di massa con cui non hanno saputo fare i conti. Secondo i sondaggi le nuove generazioni non voterebbero per sfiducia nella classe politica. Come dargli torto? Forse l’etica di S.Agostino è troppo lontana. Ma a parte l’etica di cui si è persa ogni traccia può mai rimanere e durare all’infinito il vuoto dell’indifferenza globale?

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario