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Grosse Koalition, sinonimo di pragmatismo

La Merkel rivoluziona la politica tedesca

Dopo i primi cento giorni la Germania è già tornata ad essere forte in Europa e nel Mondo

di Paolo Bozzacchi - 17 gennaio 2006

Prima Bush, oggi Putin. Continua il road show di Angela Merkel, Cancelliere tedesco da poco in carica ma fortemente impegnata a rilanciare la Germania sia economicamente che sul piano internazionale. La leader del governo espressione della Grosse Koalition tedesca inaugurerà, inoltre, i lavori del prossimo Forum Economico mondiale di Davos (25 gennaio). La prima donna alla guida di uno dei Paesi fondatori dell’Unione europea, a meno di 100 giorni dal suo insediamento ha già fatto capire che la locomotiva tedesca dell’Europa ha ripreso a viaggiare, e continua ad accelerare. La donna dell’Est, a capo della coalizione di unità nazionale, ha soprattutto conquistato in fretta il rispetto dei cittadini tedeschi, e sta ricevendo crescente attenzione anche dai partner europei e internazionali.

In politica interna la Merkel ha ottenuto il primo grande risultato. Riuscire a diffondere nella popolazione la necessità delle riforme, in un Paese che è tra i più protetti e tutelati dal welfare state. Per questo ha potuto rivedere anzitutto le norme fiscali, eliminando detrazioni sulla casa in vigore da oltre mezzo secolo, e considerate da tempo come acquisite dai cittadini. In questo modo ha risparmiato ben 11,4 miliardi di euro, iniziando ad accumulare fieno nella cascina delle riforme.

A livello europeo, poi, la Merkel ha esordito proponendo con successo una mediazione tra le posizioni contrastanti di Francia e Regno Unito sul bilancio comunitario, conquistando così il rispetto e la fiducia dei principali partner, ai quali potrà, in questo modo, chiedere con più agio futuri sacrifici.

Sul piano internazionale, infine, a Washington ha posto l’accento sui punti di convergenza tra Stati Uniti e Germania (Iran), piuttosto che sottolineare le divergenze sulle recenti scelte sull’Iraq, dimostrando di voler ricostruire i rapporti tra i due Paesi, ottenendo dei benefici quasi immediati (anche economici). A Mosca, di contro, ha dichiarato di volere ribadire la propria fermezza contro il lento ritorno della Russia verso l’autoritarismo, pur non tralasciando di coltivare gli interessi in comune dei due paesi.

Un esempio, quello della Merkel e della Grosse Koalition tedesca, che dovrebbe essere seguito alla lettera dai politici italiani, in queste settimane molto più impegnati a gettare fango e tentare di sminuire la credibilità dello schieramento avversario, che non ad occuparsi dei programmi e delle riforme necessarie al rilancio del Paese.

Prodi e Berlusconi stanno perdendo un’occasione storica: quella di presentare agli italiani dei punti programmatici comuni per tentare di risollevare il Paese da un declino non solo economico, ma anche e forse soprattutto politico, sociale e di credibilità internazionale. La conseguenza più grave della fine “insanguinata” del bipolarismo rischia di essere proprio questa: il tramonto definitivo della fiducia dei cittadini nella politica stessa. E sarebbe un vero peccato.

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