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La vicenda Mastrapasqua

La gogna mediatica e il gioiellino Inps

Il più grande ente previdenziale europeo 4 anni fa era un vecchio carrozzone, oggi è un modello per molti paesi europei

di Enrico Cisnetto - 31 gennaio 2014

Tutti a guardare il dito dello scandalo e nessuno che osservi la luna del panorama complessivo. Innanzitutto, è necessario ricordare a coloro che hanno già dichiarato colpevole Antonio Mastrapasqua per le presunte falsificazioni di cartelle cliniche dell’Ospedale israelitico di Roma (privato) che, al momento, c’è solo un’informativa dei Carabinieri del Nas e non l’iscrizione nel registro degli indagati. Figuriamoci una condanna. In attesa dei consueti tempi biblici della giustizia italiana (vedi le tardive assoluzioni di Fazio, Scajola, Guargaglini, Scaroni, Scaglia e tanti altri, noti e meno noti) sarebbe quantomeno saggio andarci con i piedi di piombo e ricordarsi della presunzione di innocenza, anche perché da un’analoga inchiesta, durata 4 anni, Mastrapasqua è risultato totalmente estraneo.

Ma soprattutto perché, in anni di invasioni di campo reciproche tra politica debole e magistratura forte, sarebbe bene fugare ogni dubbio su possibili strategie trasversali volte a influire sulle prossime nomine delle grandi aziende pubbliche e dei maggiori enti. E siccome si sa che Mastrapasqua potrebbe essere riconfermato all’Inps o essere individuato per altro, il sospetto che la tempistica del “caso” non sia casuale è legittimo. Anche per la puzza di dossieraggio che aleggia intorno alle accuse sui suoi incarichi, che sono molto meno numerosi di quelli sbandierati e che o derivano dalla stessa Inps, come la vicepresidenza di Equitalia, o dal suo lavoro di commercialista. Sia chiaro, il rinnovo dei vertici non è certo uno scandalo. Lo diventa, però, quando avviene in modo opaco, distruggendo quanto di buono è stato fatto.

E i risultati ottenuti da Mastrapasqua in questi quattro anni li raccontano i numeri. L’Inps gestisce un bilancio di quasi 400 miliardi e flussi finanziari per 763 miliardi, un volume secondo solo a quello dello Stato. Ha come “clienti” 16 milioni di pensionati e 24 milioni di lavoratori, per i quali evade ogni anno 35 milioni di domande di prestazioni. Ogni giorno interloquisce con un milione di cittadini, è coinvolto in 600 mila procedimenti (vincendone il 60%), ha contribuito a scoprire 100 mila lavoratori in nero (pari a 7 miliardi di contributi evasi) ed altrettanti falsi invalidi. E tutto questo con 32mila dipendenti. Per svolgere un’analoga attività, in Francia sono occupate più del triplo di persone, in Germania quasi il doppio. Mastrapasqua ha trasformato il più grande ente previdenziale europeo, da quel vecchio carrozzone che era, in un gioiellino (25 miliardi di attivi in 4 anni, al netto dell’incorporazione dell’Inpdap).

Ecco, non vorrei che la gogna mediatica con cui si sta crocifiggendo Mastrapasqua non condanni anche l’Inps, e con esso tutti gli italiani. (twitter @ecisnetto)

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