ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Archivio » 
  • La generazione del terrorismo deve parlare ai giovani e misurarsi sui suoi errori

Il passato e il futuro delle generazioni

La generazione del terrorismo deve parlare ai giovani e misurarsi sui suoi errori

di Davide Giacalone - 30 marzo 2005

Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono stati due giovani fascisti, violenti ed assassini. Sono stati invitati a parlare, a Firenze, nel corso di una manifestazione dove era prevista anche la presenza del Presidente del Consiglio.

Gli organizzatori, a causa delle polemiche, hanno dovuto rinunciare. Ma sarebbe stato giusto farli parlare, è, in generale, giusto che Fioravanti e Mambro parlino? Non solo è giusto, è anche un bene.

Qualche giorno fa la terrorista rossa Adriana Faranda era in televisione con Francesco Cossiga. Ho letto elogi, ma nessuna polemica. Valerio Morucci presenta i suoi libri nelle scuole, ma non ho letto polemiche su chi contribuì a sequestrare ed uccidere Aldo Moro. Renato Curcio tiene seminare. Non si segnalano scandali.

Fioravanti e Mambro non hanno mai approfittato di nessuna legge sui pentiti, hanno ammesso le loro colpe e non hanno cercato sconti. Ma hanno fatto molto di più, hanno vivisezionato la loro storia e portato alla luce i terribili errori commessi. Francesca Mambro ha scritto un libro con Anna Laura Braghetti (brigatista rossa), raccontando le follie di una generazione ed il prezzo che si è pagato. Ed è questo il punto: si descrive spesso, con un conformismo ed un vuoto di sensibilità equidistribuito, la realtà di una generazione, i giovani di oggi, senza ideali, tutti dediti al telefonino. In realtà si tratta di giovani che vivono in un mondo con meno ideologia, e gli ideologizzati di ieri, divenuti giornalisti e barbosi commentatori, preferiscono dileggiare e compatire, piuttosto che capire e misurare i propri stessi errori. La generazione del terrorismo, fascista e comunista, rappresenta proprio la realtà di ideali, o, meglio, di ideologie, vissuti senza razionalità e ragionevolezza. Sono un buon esempio, proprio per quel che hanno sbagliato, e sono un buon esempio per giovani che vogliano dedicarsi alla vita politica senza cadere nelle visioni assolute che hanno creato i mostri del passato.

Quegli stessi mostri che oggi, umanizzati, si presentano ai loro occhi.

Poi ci sono altri mostri. C'è chi ha scritto che Fioravanti e Mambro non devono parlare, che il passato non si deve dimenticare, e che gli stragisti della stazione di Bologna meritano l'espulsione dal consesso civile. Lo ha scritto Maltese, su Repubblica, commettendo più errori di quante parole abbia usato. Certo, il passato non deve essere dimenticato, e fra le cose da ricordare c'è proprio il processo per la strage di Bologna, che ha prodotto un verdetto ma non ha lambito la verità.

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario