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La favola della spending review

Felici e spendenti non si può essere per sempre, neanche nelle favole

di Giovanna Della Posta - 28 ottobre 2013

C"era una volta un Regno in cui regnavano la Regina Burocrazia e il Re Sperpero e i sudditi vivevano felici e spendenti. Nessuno gli chiedeva di giustificare le proprie spese, tutti potevano desiderare servizi inutili, ciascuno poteva spendere anche ciò" che non aveva.
In questo Paese, ogni tanto il Re e la Regina si interrogavano se fosse necessario iniziare la spending review. In qualche Paese vicino lo avevano fatto, ma poi tutti si erano intristiti, non più feste e festini e in tanti non erano più andati a rendere omaggio ai Sovrani.
Le risorse però" iniziavano a scarseggiare e i Sovrani lo sapevano.

Ogni giorno il Sovrano andava a contare le monete d"oro che erano nel forziere del Castello e ogni giorno la Regina lo consolava dicendogli che aveva sbagliato a contare, che l"indomani le avrebbero ricontate e certamente sarebbero state più di quelle che sembravano. E il Re le credeva.
Un giorno però i Sovrani entrarono nel forziere e si accorsero che era rimasta l"ultima moneta.
Decisero così di iniziare la spending review.

L"indomani affissero in tutto il regno dei manifesti: cerchiamo commissario per spending review che faccia ritornare le monete nel nostro forziere, che sia simpatico, che non ci chieda rinunce e che non faccia diventare tristi i nostri sudditi.
Così per giorni si presentarono in tanti e tutti promisero ricchezza e felicità e così alla fine scelsero quello più sorridente e cortese.
I sovrani erano felici, adesso che avevano trovato il commissario potevano spendere anche l"ultima monetina, tanto le monete sarebbero ritornate presto.
È così fecero, con l"ultima moneta la Regina acquistò un abito sfarzoso per la festa di inaugurazione della spending review e il Re una nuova corona degna di un regno ricco e felice.

Il commissario prescelto l"indomani si presentò a lavoro e decise, sentiti i sovrani, di fare il primo comunicato: “no Imu e niente aumenti iva”. Il Paese era in festa, finalmente una bella notizia. Tutti iniziarono a rallegrarsi e per la felicità decisero di spendere i risparmi accantonati per pagare le tasse, per godersi di nuovo la vita. I preparativi per la festa della spending review avanzavano e tutto il regno non faceva che lodare il commissario e i sovrani. Il giorno della festa di inizio il commissario chiese un colloquio con i Sovrani, gli espose il suo progetto di taglio dei costi e gli preannunciò che alla festa sarebbe stato opportuno anticipare ai Sudditi che non pagando più imu e iva avrebbero dovuto rinunciare ad alcune cose. La Regina infuriata lo cacciò via e il Re per placarla le promise che avrebbero trovato una soluzione senza fare marcia indietro su imu e iva.
Il giorno della festa, il salone era vuoto. Niente addobbi, niente cibo, niente spettacoli. Gli invitati arrivarono puntuali, ma trovarono ad attenderli un silenzio e un vuoto che li lasciò stupefatti. Ecco la spending review, gli oppositori lo avevano detto sin dal primo giorno, vedrete ci saranno sacrifici per tutti. Loro si che avevano capito! I sudditi lasciarono il palazzo, molti abbandonarono il regno e il Re e la Regina rimasero soli, infelici e scontenti, per sempre....
Eppure sarebbe bastato poco per cambiare il corso della storia....Sarebbe stato sufficiente non arrivare all"ultima monetina nel forziere, scegliere un commissario che avesse le competenze per ridurre i costi, non fare proclami prima di aver tagliato le spese e far capire a tutti i sudditi che felici e spendenti non si può essere per sempre, neanche nelle favole.

Sarebbe bastato così poco che anche nel leggere i giornali di questi giorni ci si chiede perché si parla tanto di spending review ma non si riesce a farla?
Si conosce la remunerazione del commissario ma non i suoi obiettivi: di quanto dovrà tagliare le spese per meritarsi 1 milione di euro? Sarà in grado di sporcarsi le mani? Leggere quintali di contratti, valutarne la congruità, rescinderli, contestarli, ridurli, negoziare tutto con tutti.... Da mattina a sera gestendo ogni euro della macchina governativa come fosse il suo? E quante persone lavoreranno con lui? e che competenze hanno?

Tutte le aziende che stanno resistendo alla crisi hanno messo in atto ormai da anni la spending review, e hanno cambiato abitudini e stili di management per sopravvivere. Chi ce l"ha fatta sa quanto costa fare la spending review. Solo chi non l’ha ancora fatta si può permettere il lusso di sognare che la farà. Ma è un sogno dal quale dovremo svegliarci tutti, e chissà forse qualcuno prima che sia troppo tardi si porrà il problema di nominare un commissario che sia davvero in grado di tagliare le spese, sostenuto da tutte le forze politiche, assistito dalla macchina amministrativa, con obiettivi chiari e tempi certi. E se il governo si comportasse come un"azienda e lo selezionasse tra i tanti giovani manager che hanno già fatto questo lavoro per grandi aziende con ottimi risultati?
Chissà sarebbe davvero un gran passo avanti per il Paese, forse troppo per coloro che resistono al cambiamento o solo l"inizio per quelli che desiderano “cambiare per esserci”.

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