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Dell'inciviltà della custodia cautelare

La detenzione di Scaramella

Non si sa perché, ma è in carcere. In un contesto al di fuori della civiltà del diritto

di Davide Giacalone - 14 maggio 2007

Ci apprestavamo a festeggiare il Natale, quando Mario Scaramella fu arrestato. Si trova ancora in carcere, da innocente, ed a noi si pongono due problemi, di giustizia e di sostanza. In Italia, un cittadino mai processato e mai condannato può essere oggetto di custodia cautelare, nel corso delle indagini, solo per tre motivi: a. pericolo di fuga all’estero, che nel caso di Scaramella sarebbe grottesco, visto che è stato arrestato di ritorno dall’estero; b. pericolo di reiterazione di un reato pericoloso per la sicurezza di altri, e non è certo il caso della calunnia; c. concreto pericolo d’inquinamento delle prove, e visto che Scaramella ha incontestabilmente detto le cose già verbalizzate, c’è poco da inquinare. Fuori da questi casi siamo fuori dalla civiltà del diritto. Siamo all’uso della carcerazione come tortura, per estorcere confessioni o chiamate di correità. E’ già gravissimo che questa non sia vissuta come una violazione dei diritti e delle garanzie di tutti.

Il merito è ancora più doloroso. Non ho scritto prima perché non conosco Scaramella, non saprei proprio dire se si tratta di persona affidabile o meno. Non piace a nessuno prendere le difese di uno che poi si dimostra un imbroglione. Ho taciuto per timore, e me ne dispiace, perché, a ben vedere, la reale natura di Scaramella c’entra poco e nulla. In ballo è il diritto ed anche un minimo di decenza. Egli è accusato di avere calunniato un russo, ex agente del Kgb, attribuendogli complotti che non avrebbe mai ordito. Noi non sappiamo se sia vero, sia della calunnia che del complotto, ma sappiamo quel che è successo ad Alexandr Litvinenko, che di Scaramella era amico. Ho letto le parole chiare e forti di russi, eroi dell’anticomunismo, che considerano Scaramella una vittima dell’ex Kgb.

Ho visto gli agenti di quel servizio, disciolto ma non dissolto, uccidere in patria ed all’estero. Vedo che le nostre aziende di Stato fanno affari prendendosi pezzi della Yukos, resi disponibili dalla distruzione putiniana del suo vertice. Vedo che Prodi si guarda bene dallo smentire nel merito il suo ruolo nell’Unione Sovietica, ma manda altri a far i ridanciani nello smentire d"essere mai stato agente del Kgb (e ci mancherebbe!). Scaramella dovrebbe essere processato, subito. Mentre la sua detenzione puzza. Terribilmente.

Pubblicato su Libero di sabato 12 maggio

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