ultimora
Public Policy

Qualche riflessione sulla “famiglia politica” LD

La crisi del mondo laico

La “cosa LD” necessita di risorse politiche, risorse culturali, risorse organizzative, e risorse di leadership

di Massimo Teodori - 16 febbraio 2009

Qualche riflessione per liberali, repubblicani, radicali, democratici, socialisti, laici…

Ricevo diverse sollecitazioni per esprimermi sulla crisi del mondo laico. Ecco qualche riflessione senza alcuna intenzione sistematica e definitiva.

1 – Da tempo ritengo che la scomparsa di forze della variegata famiglia politica che comprende i liberaldemocratici, i liberali, i repubblicani, i democratici laici, i socialisti liberali, i radicali ed altri analoghi gruppi (d’ora in poi tutti LD) sia stata una sciagura politica per la democrazia italiana.

2 – Ho l’impressione che i LD entrati nel PDL e nel PD siano affogati, Non parlo di vicende personali ma di peso politico. Le esperienze, anche migliori, da Valerio Zanone a Benedetto Della Vedova, risultano politicamente insignificanti. Non parliamo poi dei “convertiti” di destra e di sinistra che pretendono, a mio parere arbitrariamente, di continuare a chiamarsi laici, liberali, repubblicani, radicali, socialisti, ecc.

3 – Per molto tempo sono stato favorevole a una riorganizzazione bipolare (al limite bipartitica) del sistema politico. Oggi penso che per la famiglia LD si sia trattato di un pessimo affare. Senza espressione politica autonoma, la cultura laica LD, che pure annovera oggi molte personalità di prim’ordine, non ha alcuna incidenza. La legislazione degli ultimi quindici anni ne fa testo.

4 – Non credo che abbia senso la rifondazione di partiti tipo liberale, repubblicano, socialista democratico e simili. L’unica cosa che vale la pena di tentare è una forza unitaria, potenzialmente significativa, che comprenda tutta la famiglia LD. E’ il progetto che fu tentato senza successo dal Partito d’azione, poi negli anni Cinquanta dalla Terza forza mai nata, quindi da altri progetti.

5 – Ma non nascerà alcunché di seriamente LD se i relativi tentativi si aggrapperanno pregiudizialmente a destra o a sinistra. Il punto dirimente è la ricostruzione dell’identità LD, e ciò comporta necessariamente un’orgogliosa indipendenza e autonomia. Che non significa l’esclusione di compromessi politici in un secondo tempo da una parte o dall’altra: ma qualsiasi operazione “realistica” non può avvenire che dopo e non prima del recupero dell’identità, magari in splendido isolamento.

6 – Coloro che vogliono dar vita a raggruppamenti pregiudizialmente schierati di qua o di là, sono inevitabilmente destinati al vassallaggio che conduce al nulla politico.

7 – I radicali sarebbero i naturali co-protagonisti di una simile operazione. Ma finché c’è Pannella, qualsiasi tentativo è inutile. Da tempo la strategia di Marco, anzi il suo chiodo fisso perseguito con straordinaria energia, è la distruzione di qualsiasi forza politica laica. Perché l’unica cosa che deve rappresentare ed esprimere l’intero mondo laico LD è la sua persona con i prolungamenti dei suoi fedeli seguaci, dei suoi strumenti di comunicazione totalizzanti e delle sue individuali pulsioni esistenziali. Purtroppo, questa è la realtà.

8 – Qualsiasi tentativo di dare consistenza alla “cosa LD” necessita di risorse politiche, risorse culturali, risorse organizzative, e risorse di leadership.

9 – Lascio agli amici giudicare se tali risorse esistono. Io ne vedo poche, al momento. Per quel che riguarda le leadership, mi pare che quelle che vedo muoversi non hanno grande respiro e ripetono vecchi moduli, premessa di vecchi insuccessi. Ma forse mi sbaglio.

10 – Non vorrei avere gettata acqua sulle fiammelle che si stanno accendendo. Per quel che mi riguarda non sono disponibile per imprese velleitarie e di piccolo cabotaggio. Per altro, sì.

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario