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L’evoluzione del mondo arabo-musulmano

L’Islam e la modernità occidentale

Uscita dalla tradizione e scolarizzazione sono i segni evidenti dell’occidentalizzazione

di Antonio Gesualdi - 13 dicembre 2006

L"Islam va verso la modernità. Verso la modernità ci si va anche con la violenza: noi europei dovremmo saperne qualcosa con 10.000 morti al giorno durante i cinque anni dell"ultima guerra mondiale.
Fatti diversissimi tra loro come la tensione israelo-palestinese, le guerre civili in Algeria e in Libano, il nazionalismo aggressivo di Iran e Pakistan, gli attentati negli Stati Uniti e in Europa fanno, tutti, vedere l"Islam come fonte comune di turbativa. Ma è solo la spettacolarizzazione del giornalismo quotidiano. I dati reali ci dicono, invece, che il mondo dell"Islam è disomogeneamente indirizzato verso la modernità. In Iran da Khomeiny in poi le donne sono passate da una media di 8 figli a 2,1. Oggi le iranieane fanno lo stesso numero di figli delle americane. In Turchia, in vent"anni, le donne sono passate da 4,3 a 2,4 figli, in Tunisia da 5 a 2,1. La proporzione di donna sposate prima dei vent"anni in Algeria è scesa dall"86% degli anni cinquanta al 24% delle generazioni nate negli anni settanta. L"Iran ha avuto un calo della fecondità negli anni del regime dei mullah. L"Algeria durante il dominio del partito religioso. Il passo verso la modernità si legge soprattutto nel cambiamento delle strutture famigliari.
La famiglia tradizionale araba è fondata sulla solidarietà tra fratelli. E con solo due figli per donna, quel mondo, avrà molte famiglie senza fratelli maschi. E con anche la scolarizzazione delle donne è evidente come il loro status si evolverà. Si occidentalizzerà. Non sarà più possibile un"economia domestica con l"esclusione del mondo femminile. Non lo è già adesso e la Tunisia né è un esempio concreto.
La famiglia arabo-musulmana, dunque, è uscita dalla tradizione e ha imboccato la via della modernità. Modernità alla occidentale: famiglia nucleare, tasso di istruzione elevato, tasso di mortalità in ribasso, parificazione della donna, diffusione dell"individualismo. E" contro questo che è mobilitato il fondamentalismo: reazione alla modernità. Il fondamentalismo isalmico, oggi, è un movimento inconsulto di una società in trasformazione e l"Occidente è un capro espiatorio perché non si può mica combattere contro le proprie donne, contro l"istruzione o contro i propri figli che vogliono libertà e benessere. Ed è per questo che il fondamentalismo ha bisogno dell"Occidente per esorcizzare la paura della fine della tradizione. Come l"Occidente, a sua volta, ha usato il nazismo, il fascismo e stalinismo per esorcizzare la fine dell"adolescenza e il passaggio alla modernità. E" un mondo giovane quello più violento e sanguinario. Ma è un mondo che, contemporaneamente, diventa adulto.
L"Occidente che è parità maschio-femmina, istruzione alta, individualismo, controllo delle nascite e della mortalità. L"Occidente è anche Israele, è un capro espiatorio per il mondo arabo-musulmano che negli ultimi 30 anni ha abbandonato la tradizione.
La famiglia araba, come insegna la scuola di antropologia di Cambridge, è comunitaria, con forte unità di gruppo esteso famigliare, patrilineare, maschilista, endogamica e universalista. L"opposto - se così si può dire delle faccende umane - della famiglia occidentale. La difficoltà di concepire uno Stato astratto, dove governa la Legge astratta, deriva anche da questo. L"individuo è sempre concepito in un clan, in una qualche logica famigliare concreta. E dunque i paesi musulmani non possono non avere un rapporto ambivalente con l"Occidente: la loro trasformazione va verso l"Occidente, ma la tradizione è antropologicamente anti-occidentale. Il mondo arabo-musulmano sta cercando la propria strada. L"Iran, ad esempio, è un grande Paese circondato da Pakistan, India, Israele e Russia che hanno, tutti, la bomba atomica. C"è un metro per stabilire che questi ultimi sono più "maturi" dell"Iran? La richiesta dell"atomica degli iraniani, allora, può anche apparire come un segno di questo processo di modernità, di crescita e non di regressione. La contestazione degli studenti iraniani ad Ahmadinejad durante l"inqualificabile conferenza sull"Olocausto è la dimostrazione che la grande coscienza collettiva di quel Paese è viva e vegeta. La Turchia - che ha dato il voto alle donne prima ancora dell"Italia o della Francia - era già Europa almeno dai "giovani turchi". E" passato più di un secolo!
L"uscita dalla crisi del mondo arabo-musulmano, dunque, è già scritta: sappiamo che potranno esserci grandi violenze, come è stato per l"Occidente quando dalla tradizione è approdato alla modernità. Non sappiamo quanto ci vorrà.

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