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La posizione del nuovo presidente della Cei

L’esordio reazionario di Bagnasco

Con l’addio di Ruini, i toni non cambiano: i vescovi sembrano ancorati a dogmi medievali

di Luca Bagatin - 06 aprile 2007

Anche Monsignor Bagnasco, neopresidente della Conferenza Episcopale Italiana si attesta sulle medesime posizioni clericali e fuori dalla realtà del suo predecessore Camillo Ruini. Mons. Bagnasco afferma che il decreto che dovrebbe riconoscere i "Diritti e i doveri delle persone stabilmente conviventi" (Dico), è "inaccettabile e pericoloso, specie se riguarda persone dello stesso sesso".

Probabilmente è sciocco che la stampa continui a riportare le parole di codesti "parrucconi" dalle lunghe sottane che, lungi dal voler rappresentare la Parola di Cristo che essi dicono di incarnare, proferiscono anatemi dallo squisito contenuto politico peraltro lontani anni luce dalla società nella quale vivono. Forse è altresì sciocco che anch"io sia qui a scrivere questo articoletto che, più che pretendere d"esser polemico, vorrebbe analizzare il comportamento di un"Istituzione, quella Ecclesiastica, che appare ormai alla frutta, in completo declino e costretta a rincorrere il "Demone" incarnato dai Dico (che, diciamocela tutta, sono tutto sommato una "riformetta all"acqua di rose"). Il neopresidente della Cei ci informa che: "Riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo".

Ebbene, da laici e financo da liberali in quanto non avvezzi ai dogmi, ci chiediamo che cosa la Chiesa cattolica ne sappia della società. La società, infatti, evolve ed è attraverso l"evoluzione dei costumi che passa l"emancipazione individuale e delle coscienze. Un tempo le donne erano relegate in casa ai lavori domestici ed alla cura dei figli ed era all"uomo, Pater Familias, che spettava di portare a casa la pagnotta e di comandare alla moglie. Fu codesto un costume antico quanto la storia d"Adamo ed Eva la quale peraltro fu condannata da Dio (il dispotico Dio della Bibbia) in quanto voleva attingere all"albero della Conoscenza (gnosi).

Oggi, fortunatamente, le cose sono un tantino diverse e la donna, quantomeno nel nostro occidente (ove, non a caso, l"influenza delle Chiese è tutto sommato minore), si è emancipata. E ciò è dovuto alle lotte che ha combattuto nel corso dello scorso secolo assieme a uomini illuminati e portatori di progresso. Divorzio, aborto, diritto di famiglia: tutte normative fortemente contrastate dalla Chiesa cattolica e dai suoi partiti satellite in Parlamento. E" insomma il pensiero dell"individuo e la portata d"innovazione e di creatività della sua coscienza (bisognosa di Conoscenza) che ha trionfato sulle Verità Rivelate (ma non dimostrate in quanto non interiorizzate né interiorizzabili perché inculcate per mera fede e non per mezzo dell"esperienza diretta).

Il Secolo dei Lumi ha trionfato sulle tenebre del dogma ed è per questo che oggi la Chiesa, le Religioni Istituzionalizzate soffrono di quella crisi che ha fatto sì che esse perdessero i loro accoliti, che a loro volta si stanno sempre di più aprendo al progresso e che sempre di più sentono il bisogno di capire i loro orizzonti rappresentati dalle sfide che la modernità e la globalizzazione presenta loro di fronte. Ecco che, insomma, le posizioni della Cei e del suo neopresidente sembrano incarnare un estremismo fuori dal tempo che vorrebbe dominare ancora una volta le coscienze. La scelta, come sempre, spetta proprio a queste coscienze: lasciarsi irreggimentare oppure scegliere d"essere finalmente libere dai dogmi per approdare ad un avvenire affascinante proprio in quanto carico di mistero e di incognite che solo lo spirito critico dell"individuo può svelare.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario