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Il dibattito sulla diade destra/sinistra

L’anglofobia è pericolosa

Come dietro un dibattito secolare ti ritrovo il complotto pluto-giudaico-massonico

di Alessandro Marchetti - 27 febbraio 2007

Eclettico e surreale. Sono gli aggettivi che mi pare giusto usare nei riguardi di Giuliano da Empoli, e del suo punto di vista. Non è invidia, lo giuro. Ma spiegatemi voi perchè, con il coraggio e lo spessore intellettuale di Da Empoli, per colmare a tutti i costi il vuoto di riflessione generazionale che in Italia pure c’è, ci si trovi costretti a scrivere assurdi pezzi di fantascienza politica come quello pubblicato ieri su il Riformista.

Dell’avversione dell’autore per la finanza britannica si sa già abbastanza, almeno per chi bazzica gli ambienti neogenerazionali: ve n’è ampia testimonianza negli archivi Rai, alla voce “Il Girasole”, dove si parla del programma di approfondimento “giovanile” condotto lo scorso anno da Andrea Pezzi su Raidue e ideato anche dal nostro. La fissazione maniacale di certa Italia, in alcuni casi la più talentuosa, per una certa anglofobia (solo in parte giustificata) porta dunque a fare accostamenti arditi come quelli fatti da Da Empoli nel suo commento. Si parla di una riflessione apertasi giorni fa oltremanica, dalla rivista Prospect, circa il futuro della storica contrapposizione politica fra destra e sinistra: attualità e prospettive di una dicotomia fra due concetti, storicamente pesanti da ereditare, oggi costantemente oggetto di revisione e discussione, soggetti come sono alle dinamiche globali.

Who’s next è il titolo del dibattito lanciato dal periodico inglese e consegnato ai maggiori studiosi di fenomeni politici, sociologi e analisti (Anthony Giddens, Antony Dworkin, Michael Lind, Bruce Ackermann). Ma con loro anche novellisti e leader politici si sono affrettati a offrire il loro contributo all’inchiesta, i cui contorni si sono fatti ben presto indefiniti, complice la vischiosità del tema affrontato. Il quale però, a pensarci bene, è vecchio quanto il mondo. Vecchio e tremendamente attuale. Su questo in Italia si dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere aggiornati, se si pensa che fra i primi a soffermarsi sull’utilità futura dei concetti di destra e sinistra fu Gaetano Salvemini, il quale con il suo “concretismo” (o “problemismo”) ha da tempo immemore dato la sua lettura di questa che, nonostante tutto, ancor oggi pare essere un’avanguardia. Dopo di lui, poi, un’infinita letteratura che Da Empoli dovrebbe conoscere bene. Il punto qual è? E’ presto detto. Malgrado lo scrittore dimostri di padroneggiare alla grande vastità e complessità del dibattito inglese, si diverte a collegare la riflessione aperta da Prospect all’endemica e strutturale crisi del nostro bipolarismo. Secondo lo scrittore, nel confronto aperto dalla rivista si annida il tentativo, subdolo e mai pago, della “perfida Albione” (dopo d’Annunzio e Mussolini, nessuno ha mai più rispolverato quest’espressione) di ridicolizzare il sistema politico italiano: vista la situazione, niente di più agevole.

Tuttavia, circa la tesi espressa sul Riformista, risulta essere al limite dello strumentale. Poco da stupirsi. D"altronde basta il titolo dell’articolo per capire quanto di autoreferenziale ci sia nel tentativo di Da Empoli: dietro l’angolo di quel forum infatti, ci sarebbe nientemeno che il famigerato “complotto pluto-giudaico-massonico”. Tombola. Tutto si poteva pensare fuorché tanta fantasia.

Una creatura, il complotto dico, di cui si parla da decenni ma ai più ricorda tanto il sarchiapone di Walter Chiari: tutti ne parlano, e nessuno l’ha mai visto. Quello che esiste invece, e che c’entra poco o nulla con i mali del nostro sgangherato sistema politico, è la questione dell’attualità di una contrapposizione destra-sinistra. Morale: faremmo bene, anche fra under 35, a rileggerci Bobbio, De Felice, Antiseri, ma anche Salvemini e Ostrogorsky piuttosto che inventare bizzarri complotti che faranno pure tendenza e aggregazione, ma lasciano il tempo che trovano. Specie se a lanciarli è chi, da tempo, tenta, con risultati non trascurabili, di risvegliare i suoi coetanei dal torpore intellettuale che li annebbia. Amen.

Pubblicato su l"Opinione delle Libertà di giovedi 1 marzo

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