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L’arcipelago della nuova Sinistra

Intervista a Fausto Bertinotti

Candidato premier de La Sinistra-l’Arcobaleno

di Lorenzo Lo Basso - 03 marzo 2008

Presidente Bertinotti, “La sinistra, l"Arcobaleno” si presenta come un movimento nuovo. Cosa lo contraddistingue rispetto alle altre formazioni politiche?

Al primo posto la critica al modello economico e sociale; “La sinistra, l’Arcobaleno” è l"unica forza politica presente nel panorama italiano che, non dico per la prima volta, ma certo adesso, è l’unica a contestare questo atteggiamento generale, cioè individua una causa generale alle ingiustizie, alle distruzione della natura e dell"ambiente, all"impedimento al libero sviluppo delle attese dei giovani e delle donne. E lo individua nel meccanismo di sviluppo così com’è oggi organizzato; e perciò dice attenzione, non bastano correttivi a questa forma attuale di sviluppo ma bisogna mettere in discussione il suo stesso fondamento.

Ma allora, Presidente, qual è la soluzione alternativa? Bisogna individuare una forma di sviluppo differente?

Sì bisogna trovare una forma di organizzazione economica diversa, che certo affronti temi come la competitività, dell"efficacia, dell"efficienza dell"apparato produttivo e dell"organizzazione della riproduzione sociale. Ma, e questo è nel nostro messaggio, partendo dal riconoscimento dei temi della giustizia e dei diritti. Ci deve essere una soglia garantita a partire dalla quale si esercita la sfida per lo sviluppo: una soglia garantita di difesa della natura – beni comuni, acqua per tutti; una soglia garantita di salario minimo per tutti; soglia di garanzia del diritto a vivere in coppia, in unione secondo le tue libere aspettative. Su questa base poi si va a realizzare la competizione politica.

Presidente, ma farete le primarie o almeno prevedete un forte ricambio generazionale?

Per le primarie in questo caso non c"è proprio tempo, è necessario presentare a giorni le liste, e quando si mettono insieme così rapidamente quattro partiti, più forze indipendenti ed altre realtà, è necessario mantenere l’equilibrio. Quello che è certo è che ci sarà un maschio e una femmina, alternativamente in ogni lista, ci sarà una rappresentazione bisessuata del gruppo parlamentare e ci sarà una rappresentanza delle differenze di orientamento sessuale. Più ci sarà una rappresentanza del mondo del lavoro.

Presidente perché la tematica dell"aborto e così forte e così presente all"interno di questa campagna elettorale?

Perché pesa duramente sulla vita delle persone, della famiglie perché la questione della nascita è così legata esistenzialmente al destino della donna; e le sue conquiste di autogoverno sono fondamentali per la civiltà.

Presidente lei definisce il suo movimento un arcipelago: il tempo delle piccole isole, della rappresentanza proporzionale è finito? La legge proporzionale che fine ha fatto? Sarebbe ancora l’ideale per l"Italia?

Non c"è dubbio, io penso che il principio liberale “una testa un voto” dovrebbe essere il fondamento di ogni democrazia civile. Trovo che sia uno scandalo il fatto che in Italia vuotiamo con una legge che dà il premio di maggioranza senza neppure determinare una soglia minima per averlo: peggio della legge fascista Acerbo, peggio della legge truffa. Siamo davvero in una condizione scandalosa, per cui io certamente penso che un sistema come quello tedesco sia a incomparabilmente superiore come qualità della democrazia. In ogni caso, con questo, o con quel sistema la sinistra si guadagna un futuro solo se oltre ad essere plurale, oltre a rappresentare una pluralità di voci, è anche unita.

Presidente, lei prima, parlando di economia, metteva l’accento sul salario minimo garantito, sulla possibilità di adeguare annualmente i salari al costo della vita…una sorta di scala mobile 2…Ma secondo lei è davvero possibile?

Si è possibile, ma non è solo possibile, è necessario. Si avvicinano in questo momento delle vere e proprie tempeste economiche, si mette troppo spesso la testa sotto la sabbia per non rendersi conto della gravità della situazione, e in questo caso le tempeste arrivano dagli Stati Uniti d’America. Possiamo dire che quando l’America prende il raffreddore… l"Europa prende la polmonite, e quella degli Stai Uniti oggi è una vera polmonite. E o si ha la capacità di alimentare la domanda interna, cioè creare un mercato forte interno per l"Europa e per l"Italia, evitando di lavorare solo per le esportazioni - e le esportazioni sono necessarie - oppure questa bufera ci travolgerà, travolgerà la condizione attuale di vita di milioni di persone.

www.lorenzolobasso.it

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