ultimora
Public Policy

Giuseppe Garibaldi nel Paese dei Senza Vergogna

Ingiurie infondate

Che cos'è la Padania? Un'invenzione di chi non conosce la Storia

di Luca Bagatin - 07 novembre 2007

Ancora loro e le loro ingiurie. Esponevano il "cappio" negli anni "90; insultavano la socialista Chiara Moroni qualche anno fa ed oggi arrivano persino ad ingiuriare la Storia Patria ed uno dei suoi più grandi Eroi: Giuseppe Garibaldi. I deputati della Lega Nord capitanati questa volta dal vicecapogruppo Andrea Gibelli e davanti a storici italiani e stranieri riuniti nella Sala della Lupa di Montecitorio per commemorare il Bicentenario della nascita dell"Eroe dei due Mondi, hanno esposto striscioni e diffuso volantini offensivi definendo Garibaldi "traditore, mercenario, massone" ed esponendo lo sciocco striscione "Padania libera". Ora: ma che cos"è la Padania?

Evidentemente un"invenzione di chi o non conosce la Storia e la geografia dell"Italia (e nella fattispecie di quella Settentrionale) o di chi ha una fantasia tale da poter essere definita "fiabesca" o "favolistica". E poi: libera da chi? Da che cosa? Mah....Non ci è dato di sapere (lo chiedevo anche ai bulletti leghisti che affollavano i gabinetti della mia scuola fra un"ora e l"altra di lezione, un decennio fa, ma nessuno ha mai saputo rispondermi neanche allora). Tornando a Giuseppe Garibaldi egli fu orgogliosamente massone (perché è un orgoglio esserlo) e nella fattispecie fu Gran Maestro del Grande Oriente d"Italia e, caso unico nella Storia della Massoneria, fu universalmente insignito del titolo di Gran Maestro dell"Umanità per la sua umanità e devozione agli ideali massonici e universali di Fratellanza, Uguaglianza, Libertà e Giustizia. Tutti ideali e valori molto probabilmente misconosciuti dai deputati leghisti di cui sopra in quanto forse neanche da loro compresi etimologicamente prima ancora che umanamente. I signori deputati della Lega Nord, oggi, possono esprimersi liberamente in democrazia anche grazie a quel Garibaldi che tanto ingiuriano. Senza di lui e senza i patrioti del nord, del centro e del sud Italia che combatterono e morono con coraggio e sprezzo del pericolo durante il Risorgimento, certamente oggi costoro non avrebbero le libertà che sono garantite dalla Costituzione Repubblicana teorizzata proprio dai massoni Mazzini e Garibaldi. Se l"Italia infatti fosse stata ancora sotto il giogo degli Austriaci, del Papa e dei Borbone, campa cavallo che oggi ci sarebbe la democrazia e la libertà di parola e di stampa! Se proprio vi sono dei traditori e dei mercenari della propria causa questi non furono certo i garibaldini, bensì gli stessi deputati della Lega Nord in questione che a parole dicono di mirare alla Secessione, alla "Padania" libera ecc..., ma nei fatti siedono nel Parlamento della Repubblica Italiana e giurano fedeltà alla Costituzione Repubblicana ed al Presidente della Repubblica. Oltretutto non ci dimentichiamo che essi percepiscono un lauto stipendio ed il loro stesso partito è lautamente foraggiato dal danaro di tutti i contribuenti italiani. Non so se è chiaro il concetto! Viviamo evidentemente nel Paese dei senza vergogna ove è facilissimo gridare allo scandalo altrui denigrando senza argomentare, senza costrutto, tanto più se l"oggetto della denigrazione è morto da qualche secolo. Purtuttavia l"idea ed il messaggio del Gran Maestro Garibaldi non muore. E" l"idea visionaria ma concreta di un"Europa unita dalla fratellanza fra i popoli, premessa per una Fratellanza Universale senza distinzioni di censo, sesso, colore o orientamento sessuale. La stessa India del Mahatma Gandhi (massone anch"egli fra l"altro) per ottenere l"indipendenza si ispirò alle figure di Garibaldi e Mazzini, i quali a loro volta ebbero come ispirazione la Rivoluzione americana con alla base la democrazia repubblicana e la libertà degli individui. Tutte parole al vento per gli ottusi e gli ignoranti che mai hanno costruito né costruiranno mai nulla di concreto a parte le loro chiacchiere da bar. A costoro suggerirei solo di studiarsi la Storia e, se proprio vogliono farsi notare, che vadano a fare le soubrette d"avanspettacolo. Sempre che l"estetica (anche l"occhio vuole la sua parte, sapete com"è!) non li tradisca inesorabilmente.

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario