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E l’estremista Hamas non deve vincerla

In Palestina guerra inevitabile

C’è chi vuole un territorio ed uno Stato, e chi sfrutta la situazione contro Israele

di Davide Giacalone - 18 dicembre 2006

Fra i palestinesi non c’è il “rischio” di una guerra civile, semmai ve n’è l’opportunità. Così mi sono già conquistato la ripulsa dei nonpensanti, degli sfilanti per il pacifismo. Il fatto è che a me piace la pace con la libertà mentre a loro il pacifismo con le dittature. Lo scontro fra palestinesi è l’inevitabile passaggio di un popolo che da una parte vuole un territorio ed uno Stato, dall’altro rimane ostaggio di quanti lo usano per minacciare l’esistenza d’Israele. I palestinesi hanno diritto a vivere in pace, ma non potranno mai farlo se pensano prima di cacciare gli israeliani. Per favorire la pace e la convivenza Israele si è unilateralmente ritirato da Gaza, subendo la dura contestazione dei propri coloni ma dimostrando di volere aiutare l’ala dialogante del popolo palestinese, oggi rappresentata dal loro presidente, Abu Mazen. In cambio ha ottenuto guerra, con attentati terroristici sanguinosi organizzati dall’ala oltranzista che chiede la cancellazione d’Israele. Ala che oggi si riconosce in Ismail Haniyen, capo del governo. Mazen è un esponente di Al Fatah, Haniyen di Hamas.

Guardiamo le cose dal punto di vista dei nostri interessi e del nostro modo di concepire la pace. Qui non si tratta di abbracciare Mazen come fosse un nostro ideale politico, perché non dimentichiamo i legami di quel partito con l’Arabia Saudita, ma il suo antagonista è figlio dei Fratelli Mussulmani, vale a dire della fazione religiosa che reclama l’islamizzazione forzata del mondo conquistabile, ed è alleato degli iraniani. In politica si sceglie fra le cose che esistono, e noi dobbiamo scegliere di sconfiggere Hamas.

Si dice: Hamas ha vinto le elezioni, che razza di democratici siete se volete fare fuori gli eletti dal popolo? Siamo democratici con il cervello e la spina dorsale, sappiamo che Hamas ha vinto grazie all’enorme corruzione che Arafat ha lasciato ai suoi successori, e non crediamo affatto che sia democratico accettare le stragi, il terrorismo e la guerra solo perché la maggioranza delle schede è andata a chi ha saputo meglio organizzare il dissenso. Siamo contro Hamas, quindi, anche perché senza un suo isolamento internazionale s’indeboliranno anche le forze ragionevoli in Israele. Non deve farci paura la guerra fra palestinesi, dobbiamo evitare che Hamas la vinca.

www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero

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