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La proposta di Mario Monti sul <i>Corriere della sera</i>

Impegno bipartisan? Inciucio fuorviante

Sconforta e preoccupa il secco “no” della classe politica alla giusta idea di rilancio

di Antonio Picasso - 03 gennaio 2006

Quanto detto da Mario Monti, nel suo editoriale sul Corriere della sera, Società aperta lo propone da sempre. Grosse Koalition, Costituente, governo di unità nazionale e tante altre occasioni per rilanciare la competitività dell’azienda Italia sul mercato mondiale. Soprattutto in chiusura 2005, molte sono state le voci autorevoli che hanno fatto appello alla politica nazionale, affinché torni ad assumersi la responsabilità di leadership del Paese e lo rimetta in marcia. E quale è stata la risposta da parte di quest’ultima? Silenzio, come nel caso di Montezemolo, il quale ha chiesto giustamente un “pit stop” eccezionale per il Paese. Oppure un secco “no”. Vedi con l’ex commissario Ue, appunto. Monti ha voluto semplicemente far notare che, al posto di questa perenne ed estenuante campagna elettorale, sarebbe più produttivo un dialogo tra le parti. Quindi, ha chiesto un atto comune di responsabilità. “Un impegno dei cento giorni prima” da assumere prima delle elezioni, per evitare che le ormai poche risorse ed energie a nostra disposizione siano annientate dalla lotta senza quartiere, che entrambe le forze in campo hanno intenzione di combattere pur di vincere. Un’idea, quella di Monti, che dovrebbe essere sostenuta. Tuttavia, leggendo le reazioni, sembra che, invece di un accordo per il bene dell’Italia, ci si possa aspettare solo un asse “anti-montiana”. Questa sì bipartisan. “L’appello che Mario Monti lancia oggi dalle pagine del Corriere della Sera è assolutamente da lasciar cadere”. Ha commentato Marco Rizzo, presidente della delegazione del Pdci al Parlamento Europeo. “È escamotage per liberalizzare senza pagar dazio”. Ha aggiunto. E a sua volta, Roberto Calderoli, ministro leghista per le Riforme, ha detto: “Sarebbe solo inciucio di fine legislatura. Un intesa dei cento giorni prima è fuori dal tempo e dalle cose”. Un’altra voce non ascoltata, allora. Anzi. L’idea di Monti è stata snobbata, se non dileggiata, perché chi è in corsa per il governo del Paese è ormai sordo a qualunque tipo di consiglio, anche se lucido e autorevole. Spocchiosa quanto incapace di produrre uno straccio di programma di governo, la nostra classe politica si è posta al di sopra di tutto e tutti. Non vuole ammettere che la campanella d’allarme sta suonando e che sta suonando per un buon motivo. L’obiettivo è vincere sull’avversario e basta. I mali che affliggono il Paese – ammesso che ce ne siano – sono da sbandierare come strumento propagandistico. Alle relative soluzioni, ci si penserà poi. Triste e preoccupante.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario