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GB: un governo all'insegna del rinnovamento

Impariamo dalla politica anglofona

L'Italia paga le spese di una completa assenza di un forte asse all'insegna di un nuovo liberalismo

di Luca Bagatin - 10 maggio 2010

Quel che è certo, all"indomani dell"esito incerto delle elezioni nazionali, è che in Gran Bretagna sta nascendo un governo all"insegna del rinnovamento. Il merito è del possibile nuovo Primo Ministro conservatore David Cameron, che ha aperto ai Liberaldemocratici di Nick Clegg.

David Cameron, astro nascente del nuovo Conservative Party, già prima della campagna elettorale che lo ha visto protagonista e che gli ha fatto guadagnare il 36 % dei consensi, ha profondamente mutato il dna del suo partito: aprendo agli omosessuali, alla possibilità di legalizzare le cosiddette "droghe" leggere, alla sanità pubblica ed a nuove politiche ambientali.

Optando per un"alleanza con i Liberaldemocratici di Clegg - noto per il suo libertarismo ed il suo anti-statalismo - non fa che consolidare questa linea di governo all"insegna dei diritti civili e del risanamento economico.

I Laburisti di Gordon Brown, ormai lontani dai successi e finanche dalle politiche riformatrici di Tony Blair che li hanno visti protagonisti della politica britannica dal 1997, sono invece - e meritatamente - arretrati al 29 %.

L"Italia, in questo contesto, avrebbe moltissimo da imparare dalla Gran Bretagna (oltre che, ovviamente, dalla cultura e dalla politica anglosassone). Nel nostro Paese, oltre a non esistere un partito laburista o socialdemocratico, non esiste nemmeno un partito liberaldemocratico forte e coeso (potremmo dire che gli unici a rappresentare una politica "alla Nick Clegg", da noi, sono i Repubblicani, i Liberali ed i Radicali. Che comunque, assieme, non fanno certo il 23 % dei LibDem britannici). E gli unici che si rifanno alla nuova destra europea di Cameron e di Sarkozy sono oggi i "finiani" e grazie al rinnovamento di posizioni apportato dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.

La situazione, da noi, è dunque ben triste ed ancora ben lontana dalla costituzione di un forte asse all"insegna di un nuovo liberalismo che guardi alla riduzione della spesa pubblica, all"abbassamento delle imposte e ad una politica in favore dei diritti civili: dall"approvazione di una legge per le unioni civili sino ad una per la legalizzazione della cannabis, passando per una legge che legalizzi eutanasia e prostituzione.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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