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Due vite esemplari: Spinelli e Salvemini

Impariamo dal passato

C’è bisogno di laicismo, europeismo, liberalismo per salvare un Paese allo sbando

di Luca Bagatin - 06 settembre 2007

Proprio in questi giorni ricorre il centenario della nascita di Altiero Spinelli (31 agosto 1907), padre dell"Europa unita, indipendente e federalista che, nel 1941 scrisse assieme all"azionista Ernesto Rossi il "Manifesto di Ventotene" nel quale teorizzò quella che oggi è appunto pressoché quasi diventata realtà, per quanto siamo ancora lontani da una vera integrazione politica europea. Parimenti, oggi 6 settembre 2007, ricorrono i 50 anni dalla morte di un grande Maestro degli Azionisti e dei Liberalsocialisti da Carlo Rosselli ad Ernesto Rossi, allo stesso Spinelli, ovvero Gaetano Salvemini, nato a Molfetta nel 1873 e morto nel 1957.

Quest"ultimo, iscritto in un primo tempo al Partito Socialista di Filippo Turati, si battè a lungo contro il protezionismo ed i dazi doganali e per la rinascita del Mezzogiorno d"Italia e nel corso degli anni elaborò una linea politica che fosse socialista nei fini di giustizia e liberale nel metodo, contro ogni privilegio e che infiammò gli animi dei primi liberalsocialisti quali i fratelli Rosselli ed Ernesto Rossi con i quali condivise la lotta antifascista negli anni "20 e "30 fondando anche l"organo clandestino "Non Mollare" ed ispirando la nascita delle brigate di "Giustizia e Libertà" e del Partito d"Azione. Nel dopoguerra si distinguerà ancora una volta assieme ai compagni azionisti e repubblicani per la lotta ad ogni dogmatismo: contro il clericalismo proponendo l"abolizione del Concordato e quindi dei Patti Lateranensi voluti dal fascismo e che il nuovo Stato italiano aveva recepito per volontà di democristiani e comunisti e contro ogni forma di statalismo e comunismo "espressione del totalitarismo di sinistra" come lo definiva Salvemini stesso.

Di Salvemini e di Spinelli ci rimangono oggi molte testimonanze vitali che tuttavia meriterebbero di essere valorizzate e riprese in mano. Di Spinelli oggi è ancora attivo il suo "Movimento Federalista Europeo" che fondò nel 1943 e che ancora oggi si batte per la piena creazione della Federazione Europea. Di Salvemini, parimenti, ci rimangono le lotte per le quali si battè in prima persona e che sono tutt"altro che vinte: si pensino ai privilegi dei nostri governanti, agli sprechi nella pubblica amministrazione, ad una Chiesa cattolica che vuole sempre più imporre la sua morale allo Stato, ad una sinistra comunista che vorrebbe imporre le sue improduttive e controproducenti utopie.

Oggi, pur a distanza di molti decenni, abbiamo ancora bisogno di persone come Spinelli e Salvemini. Abbiamo bisogno di laicismo, europeismo, atlantismo, anticlericalismo, liberalismo, liberalsocialismo. Perché purtroppo i conservatori di ieri (fascisti, clericali, comunisti), per quanto possano chiamarsi con nomi diversi, sono maggioritari ancora oggi in questo nostro Paese allo sbando.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario