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Verso il voto

Imballati alla meta

La sinistra e un duplice scenario: accordo con Monti o vittoria risicata al Senato.

di Davide Giacalone - 07 febbraio 2013

Il copione consolidato era ripetitivo, ma chiaro: le coalizioni fingono di essere solidali e coese al proprio interno, cercano di vincere le elezioni e poi si spappolano non appena messe alla prova del governo. Questo il canovaccio della seconda Repubblica. La sinistra ha ora deciso d’innovare, avviando il conflitto ancor prima d’avere incassato una vittoria annunciata. C’è della politica, in questa follia.

La volontà di sorpasso, in capo a Silvio Berlusconi, sarà pure avvistabile solo con il binocolo, come dice Pier Luigi Bersani, ma stando attenti a portarlo agli occhi dalla parte giusta. Rovesciandolo tutto sembra piccolo e lontano, ma è solo un’illusione. Anch’io credo che il sorpasso elettorale non ci sarà, alla Camera, ma il confronto tematico e propagandistico, al momento, non segnala una particolare vitalità della sinistra. E il rischio della vittoria mutilata è duplice: sia nel caso in cui manchi la maggioranza al Senato, sicché toccherà allearsi con un Monti che già si piazza per fare il ministro, ma già decompone la coalizione che si sente vincente, provocando la reazione, tutto sommato ragionevole, di Nichi Vendola; sia in un altro caso, ben più insidioso, ovvero se la maggioranza gauchista ci fosse anche al Senato, nel qual caso toccherebbe loro caricarsi sulle spalle l’onere di governare, ma senza mai perdere un solo compagno di viaggio. Altrimenti cadono e vengono travolti.

E non è il solo problema, perché se il Bersani in terra germanica sente il bisogno di dire che è pronto a governare con Monti, ovvero con quel professor Mario che si definì “il più tedesco degli economisti italiani” (non che la categoria sia vasta, ma certo la qualifica non è fra le più europeiste che si possano immaginare), ciò dipende dal fatto che nessuno, né a Bettola né altrove, suppone possa veramente governare da solo. Posto che ci attendono tempi in cui lo spread potrà riprendere a correre e non sarà ragionevole dire che è colpa della crapula arcoriana o della propaganda. Quindi toccherà prendere misure difficilmente apprezzabili da quella stessa base sociale che dovrebbe propiziare la vittoria. Così la vettura lanciata verso la vittoria comincia a imballarsi prima del traguardo. Sembrerà strano, ma è la prima dimostrazione che qualcuno ha idea di quel che potrà accadere.

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