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Internet e listini, nuovo feeling

Il web 2.0 e la Borsa del 2008

Nuovi guadagni per le aziende It nell'anno nuovo: advertising e mobile

di Alessandro D'Amato - 07 gennaio 2008

Il 2008 sarà l’anno del ritorno di internet come traino dei listini? Difficile dirlo, soprattutto dopo gli effetti rovinosi dello scoppio della bolla tecnologica nei primi anni del secolo. Ma stavolta la musica pare diversa e a dirlo sono nientemeno che gli analisti di J.P. Morgan. Che in un report dedicato ai titoli dei mercati statunitense e asiatico, si dicono più che ottimisti per dot.com quali Google, Amazon, Yahoo, eBay, Expedia, Salesforce.com, Ominiture, ValueClick, Monster.com, Orbitz, Pricelinee Cnet. E gli esperti sottolineano come nel 2007 i titoli internet abbiano generato un ritorno medio del 14% contro il 5% dell’S&P500, prevedendo per l’anno appena iniziato una crescita dei guadagni del 34% contro il +8% atteso per i titoli dell’S&P500.

Ecco perché la storia di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook che ha respinto un’offerta da un miliardo di dollari da Yahoo per vendere, lasciandosi dire da tutti di esser pazzo, salvo poi ricevere qualche mese dopo 240 milioni di dollari dalla Microsoft per l’1,6%, potrebbe non essere un caso unico. Industrialmente, si parla del 2008 come dell’anno della mobilità. Ovvero della fruibilità di internet attraverso i cellulari; per questo grandi aziende come Google si muovono per il lancio di sistemi operativi per portatili arricchiti da una vasta gamma di servizi per le aziende: mailing, mapping, messaggistica istantanea. Tutti servizi che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero permettere alle aziende It di moltiplicare i propri guadagni.

Ma il piccolo “boom” sarà dovuto anche al web 2.0, e alle nuove frontiere partecipative del social networking, che, insieme alla maggiore penetrazione della banda larga, dovrebbero trascinare al rialzo i guadagni per l’e-commerce e per la pubblicità online. Settore in cui continuerà a dominare il search advertising, visto in crescita, a livello mondiale, dai 22 miliardi del 2007 a 50 miliardi nel 2010. E che potrebbe essere presto sconvolto da WikiaSearch, il motore di ricerca che Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, realizzerà in partnership con Amazon. Proprio le nuove frontiere della partecipazione via web vengono indicate dagli esperti come la risorsa futura più interessante del web advertising: i dati di Nielsen Media Research relativi al mercato della pubblicità su Internet in Italia confermano l"ottimo momento delle concessionarie: la spesa crescerà infatti del 40,6% a fine 2007 e del 33,6% per il 2008. Questo grazie proprio ai social network, e alla loro capacità di influenzare gli acquisti, quando questi vengono consigliati da un membro della community di appartenenza. Nuove strategie pubblicitarie incombono.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario