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Un salto di qualità per il futuro dell'Italia

Il ruolo dei Laici e dei Liberali

“Oggi si può e si deve costruire l'alternativa per l'alternanza”

di Luca Bagatin - 01 ottobre 2008

Massimo Teodori, professore di Storia delle istituzioni degli Stati Uniti d"America all"Università di Perugia e già parlamentare del Partito Radicale prima e di Forza Italia poi, con "Storia dei laici nell"Italia clericale e comunista", completa un po" il ciclo di quei libri "clandestini" e "vieti" in quest"Italia, appunto, che ha visto i laici, liberaldemocratici, repubblicani e liberalsocialisti, relegati da sempre in un ruolo marginale. Pur essendo i vincitori della Storia e avendo costruito anche in questo Paese, le fondamenta di uno Stato civile, democratico e liberale.

Altro libro "vieto" è l"ormai quasi introvabile "Il Mondo 1949/66: Ragione ed illusione borghese" di Paolo Bonetti ed edito da Laterza negli anni che furono e che narra l"avventura del liberale Mario Pannunzio, del suo settimanale laico e dei suoi redattori "pazzi malinconici", già provenienti dalle file del Partito d"Azione, del Partito Repubblicano e del Partito Liberale. Nonché i contributi di quei socialisti in dissenso con la linea marxista del Psi di allora.

Massimo Teodori ci regalò anche, non molti anni fa, un volumetto da lui curato dal titolo "L"anticomunismo democratico in Italia: Liberali e Socialisti che non taquero su Stalin e Togliatti", edito dalla Fondazione Liberal ed in cui sono raccolti gli scritti di quei democratici e antifascisti italiani che si opposero con pari forza al comunismo sovietico ed italiano, con le sue violenze ed il suo autoritarismo. Infine, sempre il Teodori, scrisse un pamphlet di denuncia nei confronti dei cosiddetti "atei devoti" o "laici pentiti", ovvero tutti quei politici e intellettuali che, partendo da posizioni laiche o financo atee, si ritrovano oggi a reggere la veste del Papa dei cattolici e plaudono alle sue ingerenze nella politica dello Stato Italiano.

Con "Storia dei laici", abbiamo ulteriormente modo di approfondire un antico filone storico e culturale che ha le sue radici nel Risorgimento mazziniano, garibaldino e cavouriano e che prosegue nella costituzione delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso da una parte e nell"edificazione dell"Italia Liberale dall"altra. E così, la lotta al fascismo prima in nome della Repubblica ed al comunismo in nome della Libertà e dei valori occidentali passando per la lotta ai monopoli, ai Poteri Forti, alla speculazione edilizia, per il divorzio e la suola pubblica.

E così si va da Salvemini a Pannunzio, da Ernesto Rossi a Luigi Einaudi e Ugo La Malfa. Pazzi malinconici, ma mai velleitari. Lucidi sognatori in perenne dialogo ed al governo con la Democrazia Cristiana, ma capaci di offrire un"alternativa ed un argine laico ed occidentale ad essa ed al suo clericalismo imperante. I laici di allora sognavano una Terza Forza liberaldemocratica e liberalsocialista che li unificasse. Il progetto fallì miseramente, spesso a causa di divisioni e gelosie dei vari partiti di riferimento. Una riflessione sulla situazione attuale si impone. Io sono fra coloro i quali ritengono che non si possa minimamente stare dalla parte dell"attuale opposizione di matrice cattocomunista e inconsistente su tutti i fronti, oltre che alleata ad un partito reazionario come l"Italia dei Valori.

L"attuale governo Berlusconi non è la panacea di tutti i mali, ma ha saputo dimostrare di risolverne taluni con misure liberali e financo socialiste: dalla cosiddetta Robin Tax sui petrolieri, alla lotta ai fannulloni, alla detassazione degli straordinari, all"emergenza rifiuti in Campania, alla recente proposta di Brunetta in favore dei diritti alle coppie di fatto. Non a caso gli storici partiti laici (dal PLI al PRI al Nuovo PSI ai Riformatori Liberali) hanno, negli anni, preferito sostenere sempre la CdL o il PdL piuttosto che l"Ulivo o il Pd.

Certo, trattasi di un governo a sovranità limitata (Berlusconi non è eterno) e con, ahinoi, forti componenti reazionarie e fasciste (penso alla fallimentare e proibizionista "guerra alla droga" o alla "guerra alle puttane e relativi clienti"). E" per questo che oggi si può e si deve costruire l"alternativa per l"alternanza (come diceva Pannella, peccato che lui sia così confusionista da essere finito in pasto ai nipotini di Berlinguer e di Dossetti). L"alternativa a partire dal sostegno contingente a questo governo, ma per garantire, nell"arco dei prossimi 5-10 anni, un"alternanza alla conservazione del PdL.

Per costruire un vero Partito della Libertà, della Laicità, della Democrazia Liberale. Un partito ancorato all"Internazionale Liberale e all"ELDR e che possa finalmente garantire anche all"Italia un vero bipolarismo o bipartitismo, se è questo che la maggioranza degli italiani vuole. Ma un vero bipartitismo-bipolarismo, presuppone l"esistenza di culture politiche omogenee e radicate nella Storia dell"Europa e dell"Occidente. E quindi: Liberali contro Conservatori. Mi viene in mente la Gran Bretagna, ma anche la Francia, ove i laburisti e i socialisti hanno perso tutto il loro appeal riformatore, mentre i liberali avanzano. Portatori di nuovi diritti, di nuove opportunità individuali e quindi sociali.

In Italia la cosiddetta sinistra ha spazzato via il Partito Socialista prima, osteggia da sempre i Laici e i Liberali e, quando decide di fare opposizione, si appella al parolaio Di Pietro e ai suoi girotondi modaioli. E" anche per questo che i Laici e quindi i Liberali di cui parla anche Massimo Teodori nel suo saggio, forti della loro Storia e cultura di governo, avrebbero la possibilità di fare un salto di qualità. Non tanto e non solo per il loro bene, quanto per quello dell"Italia che altrimenti non conoscerà mai più una vera alternanza di governo capace di garantire il futuro a tutti noi ed alle generazioni future.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario