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Sempre caro mi fu quest’ermo Colle...

Il “pizzino” di Via Solferino

E dopo Montecitorio, per Silvio è arrivato il momento di cambiare Palazzo

di Antonio Gesualdi - 29 maggio 2007

E ora Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica. Il Corriere della Sera ha chiuso il cerchio e dopo averci suggerito di votare Prodi ora candida il leader di Forza Italia al Quirinale. Come in tutte le buone "famiglie" anche al Corriere c"è chi parla dal pulpito e chi deve parlare dal sottoscala. Ma non è detto che le cose più importanti si dicano dal pulpito. Dagli editoriali di prima pagina è venuta la mitragliata sul governo dei tecnici. Sono venute le campagne sui fannulloni pubblici zittita di brutto dai Sindacati e il ripiego - fruttuoso dal punto di vista del marketing editoriale - su quella, più generica, dei politici ladroni messa in scena dal duo Rizzo & Stella e presentata dal ministro D"Alema.

Ebbene a pagina 40 del 24 maggio (data simbolo!) - affidata alla penna di Beppe Severgnini - viene, invece, pubblicato quello che Dagospia definirebbe un "pizzino" di Via Solferino. Il suggerimento è questo: Silvio Berlusconi è un portatore sano di conflitto d"interessi, se ne liberi e lo mandiamo al Quirinale. Prodi, va da sè, senza Berlusconi attivo politicamente sparisce.

Se fosse americano, dice Severgnini - Berlusconi - è come se avesse la Cbs, l"Abc, Fox, Warner Bros, Blockbuster, Random House, Los Angeles Times, Newsweek, Vaniry Fair, Tv Guide, Good Housekeeping, Wrks 98.7, Carnegie Hall, Allstate Insurance, Jwt, Leo Brunett, Young & Rubicam e McCann Erickson, Sprint, Charles Schwab, safeway, New York Yankes e pure tre quartieri di Manhattan e svariate altre cose. E uno così negli Stati Uniti potrebbe mai entrare alla Casa Bianca? Solo come visitatore! Dunque dove diavolo pensa di poter andare uno con un conflitto di interessi grande come una casa... bianca? Ma al Quirinale, logicamente. Ed ecco il suggerimento di Severgnini secondo il quale anche Confalonieri non riesce più a difendere Berlusconi e quando lo fa gli scappa pure da ridere.
Insomma siamo realisti: Berlusconi - sempre secondo il Corriere - deve farsi da parte e, per magia, l"Italia cambierebbe. Dimentichiamo il passato... chi ha avuto ha avuto e restiamo ai fatti. Farsi da parte, per il leader del centro-destra, significa permettere l"approvazione della legge contro i conflitti d"interesse. Questo potrebbe anche "sbloccare il centrodestra". Un passo indietro permetterebbe a Berlusconi stesso di badare ai propri affari, al Milan, ai figli "cui dice di tenere tanto (e gli crediamo)". Gli consentirebbe pure di fare una vita "intensa ma non frenetica" che ne ha bisogno. Ma soprattutto, udite udite: "lo avvicinerebbe al trasloco nella casa che sogna su un Colle di Roma: quella che non si può affittare con i soldi". Quando gli editoriali non sono in prima pagina!

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario