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Il grillo parlante dei mass media

Un guitto, un comunicatore, un incantatore di folle. Alias "psiconano"

di Luca Bagatin - 29 aprile 2008

Beppe Grillo, forse, non è poi tanto diverso da quel personaggio che egli chiama "psiconano", ovvero Silvio Berlusconi. Gli espedienti che utilizza, infondo, sono gli stessi: mass media, slogan urlati, ironia, denigrazione dell"avversario. Tutte cose che piacciono alle masse "da educare". Il Beppe nazionale magari lo fa con uso abbondante della volgarità, questo sì, però..... Però è a questo punto che siamo arrivati?

Voglio dire: siamo arrivati al punto in cui due personaggi di spettacolo si mettono a disquisire di politica urlando alle folle che loro sono i più bravi e i più onesti e gli altri tutti dei ladri ? E" forse la parabola di Tangentopoli: del più puro che ti epura, come diceva Pietro Nenni, dell"opposizione al Potere sì ma......strumentale. Ovvero per sostituire al Potere corrotto un altro Potere forse e probabilmente non da meno. E sicuramente politicamente più incolto. Un Potere che magari sa "parlare al cuore delle ggente" (con due "g", please!). Ma....siamo sicuri che si tratti proprio del cuore?

Ogni volta che parlo con qualche vecchio amico che ha vissuto i bei tempi della Prima Repubblica egli mi dice: "sai Luca, quando ero giovane io e frequentavo la tal sezione di partito si respirava un"aria di condivisione, di voglia di fare, ci si scontrava e litigava, certo, ma infondo lo si faceva per degli ideali, per dei valori". Oggi invece.....vedi i politicanti in blazer di una destra e di una sinistra senza valori che fanno le riunioni nei bar "à la page" e prendono perentorie decisioni alla faccia degli iscritti e dei militanti (sempre più "tonti" che "tanti"), che calano poi dall"alto sulla testa di tutti i cittadini.

Ma, torniamo a Grillo: il grillo parlante dei mass media. Quello che utilizza il declino dell"Italia per diventare sempre più ricco con il suo visitatissimo blog fra l"altro sempre più commerciale e che ci propina financo i suoi "prodotti" come la nuova collana editoriale beppegrillo.it. E così, degli esperti della comunicazione multimediale quali Emilio Targia, caporedattore di Radio Radicale, Edoardo Fleischner professore alla Statale di Milano e Federica De Maria linguista e critica letteraria, hanno recentissimamente dato alle stampe con l"editore Selene il volume "Chi ha paura di Beppe Grillo" ? nel quale è analizzato il "fenomeno Gillo" a 360 gradi. Specie dal punto di vista mediatico.

Ne esce un Beppe Grillo geloso delle proprie prerogative ed insofferente alle argomentazioni ed al confronto con chi non la pensa come lui. Al punto che lo stesso Grillo si è sempre rifiutato di incontrare gli autori del libro e, anzi, li ha ostacolati diffidando l"editore Longanesi - che in un primo tempo li aveva messi sotto contratto - dal pubblicarlo (così come lo stesso Grillo diffidò la Kaos edizioni per il libro "Grillo da ridere (per non piangere)").....alla faccia della libertà d"informazione tanto decantata dal comico genovese ! "Chi ha paura di Beppe Grillo ?" è un agile volume di 200 pagine che non può mancare nelle case di chi ama conoscere ed approfondire, prima di deliberare e sostenere. Un volume che peraltro contiene la prefazione dell"ottimo fotografo e comunicatore dell"immagine Oliviero Toscani e la postfazione di Marco Pannella, politico che ha fatto della comunicazione le basi del suo Partito Radicale. Chi ha paura di Beppe Grillo, insomma ? Noi no di certo. A noi, più che ridere o convicere, ha sempre lasciato francamente perplessi.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario