ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Archivio » 
  • Il governo Prodi nuoce alla sinistra

Un’agonia prolungata, ma la morte è avvenuta

Il governo Prodi nuoce alla sinistra

E’ la crisi della politica a tenere a terra il Paese, è l’assenza di guida a fare male

di Davide Giacalone - 06 giugno 2007

Il governo Prodi è finito, anche se resta formalmente in piedi. Si può allungarne l’agonia, che è anche lo sgocciolare del tempo per un sistema politico (quello della cosiddetta “seconda Repubblica”) che non ha mai funzionato, ma Prodi finì sull’Afghanistan, ricucendo una crisi senza per questo avere una politica estera. Ad uscirne distrutta è la sinistra che spera d’avere una cultura riformista e di governo, quella che non ebbe la lucidità politica d’indirizzare diversamente la non vittoria elettorale. Possiamo ben dirlo noi, che non lavoriamo con il senno di poi, ma lo abbiamo scritto prima.

Se si fa eccezione per la parte propagandistica, e talora bugiarda, dei decreti Bersani, quella sinistra ha perso tutte le occasioni. Nessuna fermezza nell’atlantismo, paurosa sbandata sui terroristi che massacrano Israele, finanziaria di peso enorme e rilievo scarso, chiacchiere sulle pensioni con cedimenti controriformistici, non parliamo poi di scuola, droga e giustizia. Non parliamo della politica energetica, dove l’Europa cerca nelle fonti alternative, nucleare in testa, autonomia politica ed economica, mentre da noi si scopre che per fare una centrale ci vogliono anni e soldi. Il problema non sono i costi, ma l’impossibilità di procedere seriamente con quei verdi da barzelletta nel governo. La sinistra riformista ha perso, dunque, nel mentre quella massimalista ed ideologica porta a casa identità e riconoscibilità, e nel mentre Prodi ed i suoi hanno giocato un tempo supplementare nella partita del potere economico. A questo disastro la sinistra non può rimediare arruolando Veltroni, perché la politica non è solo una gara elettorale. Non è detto che vinca, e comunque non servirebbe.

Il Financial Times, dando il cordoglio a Prodi, ha scritto che la crisi italiana è tecnica, non politica. Si sbaglia: è la crisi della politica a tenere a terra il Paese, è l’assenza di guida a rendere inutile un motore ancora forte. Se la sinistra riformista avesse provocato la crisi per tenere ferme le proprie opinioni, avrebbe potuto ancora governare. Soccombendo ha bruciato le carte del futuro, e ci vorrà tempo per riscriverle. La palla, allora, dovrebbe passare al centro destra, cui non serve la voglia di rivincita, ma la consapevolezza che il tempo di questo sistema si va esaurendo.

Pubblicato da Libero del 6 giugno

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario