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Senza politica estera e nel vuoto politico

Il governo non c’è più

Il soccorso dell’opposizione sarebbe il colpo di grazia. Il crollo su temi secondari

di Davide Giacalone - 16 febbraio 2007

Il governo non c’è più, è caduto. Non lo dico io, lo ha detto e dimostrato Prodi. Ora si trascinerà, senza una politica estera, fin quando la voglia di non perdere il posto sarà più forte del vuoto politico su cui poggia. Non condivido nulla di quel che i manifestanti di Vicenza si apprestano a dire, ma spero che possano dirlo senza che gruppi criminali speculino sulla loro adunata. Amato ha fatto bene ad avvertire che le forze dell’ordine non staranno a guardare i violenti, se ci saranno.

Rutelli ha fatto bene a sottolineare che questa è la posizione del governo, e non del solo ministro responsabile dell’ordine pubblico. Speriamo, dunque, di non dovere commentare gli scontri fisici, ma solo quelli politici che segnano, appunto, la fine del governo. Anche Prodi ha fatto bene a dire che non è consentito ad un membro del governo di manifestare contro il governo, e che la manifestazione di Vicenza è contro il governo perché è contro una decisione oramai presa.

Bravi tutti, erano le cose che noi scrivevamo a proposito della Tav e delle politiche sul lavoro. Ben tornati fra noi. Il guaio è che se Prodi ha ragione, ed ha ragione, se a Vicenza si manifesta contro il governo, anche la sola presenza d’esponenti della maggioranza, addirittura di capi di partiti della maggioranza ne segna la fine. Che faranno, Dilibero ed i suoi, manifesteranno a Vicenza e poi voteranno l’opposto? Fin qui tale è stata la loro condotta, non propriamente coerente, ma ora il loro doppio gioco è condannato dal presidente del Consiglio.

E che farà uno come Cento? Non andrà alla manifestazione, in omaggio alla seggiola, ma dice di condividerne le ragioni e paventa che la manifestazione sia “infiltrata” da pezzi delle “istituzioni”. Qualcuno lo avverta che è al governo e che quello è un linguaggio sovversivo. Non c’è una maggioranza sulla politica estera ed il soccorso dell’opposizione sarebbe un colpo di grazia. Lo squagliamento s’è verificato su temi secondari e scontati, quali la base di Vicenza e le truppe in Afghanistan, figuriamoci cosa accadrebbe se si venisse alle cose difficili, come l’Iran o il Medio Oriente.

In Parlamento le forze per una seria politica estera e di risanamento economico ci sarebbero, ma è tema politico troppo complicato per una classe dirigente che non sa essere tale.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato da Libero di venerdì 16

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