ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Archivio » 
  • Il governo Monti e la manovra salva Italia

Una manovra necessaria

Il governo Monti e la manovra salva Italia

L'incognita sul sostegno delle forze politiche

di Luca Bagatin - 07 dicembre 2011

La si potrà criticare, così come tutte le manovre economiche che l"Italia ha avuto in tutti questi anni, ma una manovra come quella attuata dal governo Monti era necessaria. Era necessaria e ci appare anche, tutto sommato, condivisibile ed equa. Ci sono delle ombre e non sono poche, è vero. Almeno due ed evidenti: l"aumento dell"IVA, a decorrere da ottobre 2012 di ben due punti percentuali, il che porterà a comprimere i consumi in un momento nel quale andrebbero incentivati; la seconda è il ritorno dell"ICI sulla prima casa, un po" un salasso visto che la casa dovrebbe essere un diritto senza dover pagare per questo una tassa allo Stato. Ma tant"è.

Ci sono però anche delle luci, anche queste, non poche: finalmente si aumenta l"età pensionabile, raggiungendo una media europea, e ciò per poter garantire un futuro alle giovani generazioni che altrimenti una pensione non potrebbero certo godersela; finalmente si aboliscono le giunte provinciali e, dunque, di fatto si aboliscono le Province quali enti politici, per restituire loro il vero scopo per il quale sono nate: ovvero enti tecnico-amministrativi; si introducono poi incentivi alle aziende che assumeranno giovani di età inferiore ai 35 anni e donne nel Mezzogiorno ed inoltre non ci saranno nuove tasse sulle imprese; inoltre saranno introdotte nuove tassazioni su automobili, imbarcazioni ed aereomobili di lusso.

E" vero, si poteva fare di più, come ad esempio privatizzare il carrozzone Rai-Tv; decurtare drasticamente gli stipendi dei politici nazionali e locali; innalzare la no tax area per le categorie meno abbienti. Si poteva fare di più, certo, ma si poteva fare anche di meno. Ovvero così come hanno fatto i governi di destra e sinistra in questi ultimi diciassette anni. Il governo Monti, in soli diciassette giorni ha fatto molto per il Paese ed ora toccherà vedere se le forze politiche lo sosterranno oppure faranno, come al solito, il bello ed il cattivo tempo.

Già gli estremisti di Lega Nord ed Italia dei Valori sono sul piede di guerra e ciò ci fa piacere, perché dimostrano una volta di più che le misure attuate da Mario Monti sono misure liberali. Sono misure liberali che, guarda caso, hanno sostenuto – in tutti questi anni – le piccole forze laiche, liberaldemocratiche e liberalsocialiste presenti in Parlamento, o comunque gli esponenti che ad esse facevano riferimento: nell"uno o nell"altro scheramento. Il Terzo Polo sostiene il governo incondizionatamente, gli altri, invece, vedremo. Fatto sta che: o lo faranno, oppure la crisi non si arresterà mai.

Occorre pensare alle nuove generazioni e non a fare demagogia, sosteneva De Gasperi. Con Monti ed i suoi ministri tecnici, che non hanno alcuna velleità elettorale, ciò sembra possibile. Hanno il sostegno dell"Europa, degli Stati Uniti d"America, dei media intellettualmente onesti e dei cittadini intellettualmente onesti. Li si lasci, finalmente, lavorare.

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario