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La vicenda Rai e il suo guazzabuglio di lotti

Il giraWalter televisivo

La sola soluzione possibile per svecchiare la struttura passa per la privatizzazione

di Davide Giacalone - 18 settembre 2007

C’è un pozzo di temerarietà e follia nell’idea che il lottizzatore Veltroni s’è fatta venire: basta con la Rai lottizzata, amministrata da gente scelta dai partiti, mettiamoci un amministratore unico e affidiamogli tutti i poteri. Bellissimo, come ai tempi di Bernabei e poi di Agnes, quando il girawalter piazzava i suoi amici del pci e gli utili idioti di complemento. Ma no, dice lui, adesso il dittatore catodico lo facciamo scegliere ai “cacciatori di teste”. Benedetto ex comunista che non fu mai comunista, quei cacciatori lì esistono per aiutare gli imprenditori a trovare un contabile, o lo stratega del nuovo mercato, mica per far la parte degli imprenditori, mica per stabilire come si fa televisione. Se il mandato arriva dal governo, e si riferisce all’indirizzo editoriale e politico della televisione pubblica, quelli diventano fucilieri di regime.

L’ingrigito Gentiloni, la promessa non mantenuta che ora aspira a prendere il posto di citywalter, mostra zelante esultanza: è la stessa proposta che ho fatto io. Che sta dicendo? Lui fa parte del governo che ha appena finito di nominare Fabiani, che il lottizzatore pentito, piazzawalter, mise alla municipalizzata romana. E nel disegno di legge gentiloniano la Rai finisce in una fondazione con i consiglieri d’amministrazione che da nove passano ad undici, cui si sommano altri cinque che amministrano la Rai. E fanno sedici. Il tutto in una guazza di retorica che chiama in causa roba inesistenze come l’accademia e la cultura, quando in Rai si lavora con materiale più prosaico: partiti, interessi, vallette. Sono disposti a tutto, anche ad autoumiliarsi ripetendo quanto fanno schifo i partiti lottizzatori, pur di continuare a lottizzare.

C’è un solo modo, invece, per affrontare seriamente la questione: privatizzare. La Rai è una grande azienda, con un valore importante. E’ amministrata male, ma ha risorse preziose. La missione del servizio pubblico è finita molti anni fa, ne resta solo il residuato fossile, la scoria, la spartizione partitica. Per quel poco che il servizio pubblico può ancora fare basta ed avanza una rete, il resto deve essere consegnato al mercato, con gran beneficio economico. Fra qualche anno sparalagrossawalter dirà di essere stato il primo a pensarlo. Poi si ridirà pronto per l’Africa. Ciao.

Pubblicato su Libero di martedì 18 settembre

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